Damascelli critico con gli agenti dei calciatori: “Saltate tutte le marcature dell’etica e del rispetto”

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Il giornalista Tony Damascelli, nel suo editoriale per Il Giornale ha esaminato l’abitudine ormai consolidata tra i calciatori, di far ricoprire il ruolo di agente ai loro familiari, creando non poche difficoltà nel corso delle trattative.

Le parole di Damascelli:

“Ormai i dirigenti del calcio debbono fare i conti con famigliari e affini, una corte dei miracoli, un corteo di manifestanti con fissa dimora, quella delle banche di riferimento, ove sono depositati conti correnti, molto correnti a differenza dei titolari spesso portati all’ozio o alla pigrizia.

Vogliono molta trippa per gatti, esigono commissioni, suggeriscono rifiuti capricciosi, vedi alla voce Dybala o Higuain, là dove c’era la moglie di Zidane che desiderava una città di mare, ecco palesarsi la genitrice di Rabiot che decide il futuro del figlio in cambio di milioni dieci, scontata la segnalazione di Wanda e consorte, quindi Ancelotti si porta in panchina il proprio figlio, Conte il proprio fratello.

Non vorrei che in futuro qualcuno ricorra a una badante, una escort, un prosseneta o paraninfo, tanto ormai sono saltate tutte le marcature, non quelle tattiche ma dell’etica e del rispetto, della buona educazione e dell’osservanza di impegni e obblighi.

Parenti serpenti è un film magico del 1992, diretto da Mario Monicelli, una commedia con finale però tragico.

Quello del football non è un film e non ha finali tragici, semmai ridicoli. E ridono soltanto i calciatori”.