Sami Khedira diventa intoccabile

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Sami Khedira si riprende la Juventus!

Tutti coloro che hanno visto la prestazione di sabato scorso della Juventus contro l’Atletico Madrid,  non possono che concordare con questo assunto.

Maurizio Sarri non è restato certamente insensibile alla maestosa prestazione del campione del mondo tedesco. Ecco la meravigliosa disamina riportata stamane a questo proposito dalla Gazzetta dello Sport:

L’intoccabile di Allegri sta diventando abbastanza intoccabile anche per Sarri. E questa è una sorpresa perché si pensava che nella nuova Juve ad alta velocità non ci potesse essere spazio per Sami Khedira.

E invece il Professore sta convincendo il rettore arrivato da Londra che merita di mantenere la propria cattedra.

L’amichevole con l’Atletico Madrid ha chiarito quello che il tedesco può dare alla Juve di Sarri, che poi è esattamente quello che dava alla Juve di Allegri: Equilibrio, lettura delle situazioni, esperienza, inserimenti.

Il paradosso è che nel corso dell’ultima stagione Max aveva maturato l’idea che Khedira avesse ormai un dinamismo troppo limitato e che quindi fosse necessaria una separazione.

E Sarri era arrivato a Torino sapendo che a Sami era stato annunciato l’addio con l’assicurazione che si sarebbe trattato di una risoluzione contrattuale: insomma la Juve avrebbe solo risparmiato i soldi dello stipendio facilitando quindi l’accordo tra il centrocampista e la nuova squadra.

Durante gli allenamenti, però, Sarri si è accorto che Khedira gli serve e adesso sembra che il tedesco possa essere confermato.

La Juve che sta nascendo non somiglierà al Napoli di Sarri ed è meglio essere chiari sotto questo aspetto. Diverse le caratteristiche dei giocatori, diversa l’età media, diverse le peculiarità anche caratteriali dei due gruppi, diverse le richieste delle società.

Il nuovo tecnico darà la sua impronta, ma la prima impressione è che quando i lavori saranno finiti ci si troverà di fronte a una via di mezzo tra la Juve di Allegri e il Napoli di Sarri.

Studiando i giocatori duranti gli allenamenti e valutando come sfruttare al meglio la rosa, l’allenatore ha capito di aver bisogno di Khedira: questione di intelligenza, soprattutto.

Sami va piano, è innegabile, ma sapere prima dove finisce il pallone lo aiuta non poco a compensare il deficit atletico.

Khedira, ad esempio, non va in pressione sul pallone ma si sposta in anticipo sulla linea di passaggio o sul giocatore a cui è destinata la palla. In una squadra che rispetto al passato avrà la tendenza a scoprirsi un po’ di più (come si è visto chiaramente contro l’Atletico) diventa ancor più prezioso chi sa prima dove piazzarsi.

Obiezione facile e condivisibile: se la Juve si sbilancia e lascia ampi spazi nella propria metà campo non servirebbero giocatori più dinamici e veloci?

Sì, ma se una squadra si abitua a concedere una grande fetta di campo libera e si costringe a rincorrere gli avversari c’è qualcosa che non funziona nel progetto.

Finito il periodo di rodaggio, la Juve dovrà dimostrare di aver metabolizzato la principale novità tattica di Sarri, che non riguarda l’attacco ma l’interpretazione della gara nel suo complesso.

La Juve di Max comandava la partita nella sua metà campo, chiudeva ogni spazio, teneva la difesa bassa e la squadra corta e poi saliva e colpiva sfruttando le qualità dei singoli.

La Juve di Maurizio, invece, dovrà essere padrona nella metà campo avversaria e questo comporta una linea difensiva più alta e un attentissimo gioco di equilibri in particolare tra terzini, mezzali e regista.

In quest’ottica la presenza di Khedira può davvero preziosa anche se l’incognita legata al suo dinamismo resta.

Sami non giocherà sempre, ma probabilmente sarà titolare nelle grandi partite: come il professore che a volte lascia spazio agli assistenti, ma nelle lezioni importanti si presenta regolarmente in aula.

L’altro aspetto che ha spinto Sarri a bloccare Khedira è la sua capacità di inserimento in area, specialità nella quale Sami potrebbe tenere un master.

Anche se non potrà mai dirlo, a Sarri piacerebbe tantissimo giocare con Dybala falso nove, un esterno dribblomane a destra (Douglas Costa, Bernardeschi, Cuadrado) e Ronaldo a sinistra.

Pochi minuti a Stoccolma sono bastati a capire che i movimenti di Dybala in uscita dall’area sono virtuali assist non solo per CR7 ma anche per le mezzali che possono arrivare davanti al portiere senza essere intercettati dai radar avversari.

Khedira, di testa o di piede, potrebbe davvero segnare un buon numero di gol e, chissà, magari battere il suo record in Italia: ha realizzato 5 reti nelle prime due stagioni bianconere, 9 nella terza e solo 2 nella quarta in cui però ha giocato molto poco.

Nella batteria dei centrocampisti bianconeri solo Ramsey – con caratteristiche diverse – ha la stessa capacità di inserimento, Rabiot deve maturarla, Matuidi (che dovrebbe essere ceduto) è meno puntuale e preciso, Emre Can ci sta lavorando.

Nel calcio c’è chi gioca con i piedi, chi con gambe e polmoni. Khedira gioca soprattutto con il cervello e sembra che a Sarri vada benissimo così.