L’analisi spietata di Marco Bernardini: “Dybala che flop! Il Sivori bis è stato un’illusione”

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Il giornalista Marco Bernardini, su il bianconero.it analizza il percorso del numero 10 juventino Paulo Dybala, e traccia un profilo poco lusinghiero per l’attaccante argentino.

L’analisi di Bernardini:

“Comunque si concluderà la vicenda Paulo Dybala, a tutti i tifosi della Juventus rimarrà soltanto una grande amarezza.

Giovani e ragazzini i quali avevano regalato i loro cuori da tifosi, senza se e senza ma, a quel giovane calciatore tanto carino e dall’aria così pulita che con il pallone sembrava essere in grado di poter fare prodigi come Mago Merlino.

Anziani e vecchi innamorati bianconeri i quali, dopo una vita di attesa, avevano immaginato di rivedere nel campioncino argentino la figura del protagonista di film memorabili e mai più prodotti.

Tutti insieme dicevano: è il tempo del Sivori bis.

E i nonni raccontavano ai nipotini chi fosse mai stato quel fuoriclasse di nome Omar che dipingeva calcio come un maestro del colore.

Era un’illusione. Paulo Dybala non entrerà nella galleria dei famosi.

Andare a cercare e soprattutto trovare le ragioni di un “fallimento” per niente annunciato non è semplice.

Ciascuno potrà dire la sua e tutti avranno una porzione di ragione.

Partendo dall’uso errato del giocatore a livello tattico che è stato fatto da Allegri fino ad arrivare all’ipotizzato dualismo con Cristiano Ronaldo e passando attraverso il gossip, peraltro mai dimostrato malgrado le insinuazioni di Nedved, su una vita privata troppo disinvolta.

La prima motivazione può avere una sua ragion d’essere. La seconda è abbastanza lunare e per verificarla occorrerebbe essere nella testa del giocatore. La terza, se anche venisse certificata, rappresenterebbe un alibi troppo fragile per spiegare l’involuzione di un giocatore di valore come lui.

Mi piace e ritengo sia doveroso ricordare che Omar Sivori non conduceva una vita da trappista.

Tirava le cinque del mattino giocando a carte nel privè del bar davanti allo stadio Comunale e poi la domenica pomeriggio offriva per la gioia del suo pubblico e per la disperazione degli avversari, numeri extraterrestri.

Altro calcio e altri tempi, si dirà. Verissimo, per carità.

Ma allora Maradona? Del suo lato peggiore si sa ogni cosa. Eppure, malgrado gli stravizi e gli eccessi, Diego sapeva diventare un gigante. Prendeva l’intera squadra del Napoli per mano e la portava a realizzare cose inimmaginabili. Morale.

I conti non tornano, rispetto a Dybala, se si vuole legittimare il suo flop con elementi extra calcistici.

Conti che tornano benissimo, invece, se si analizza con serietà la questione per arrivare ad una sola conclusione.

L’argentino è arrivato fin sulla soglia dell’ingresso alla stanza della Leggenda e poi si è fermato.

La ragione è unica. A differenza di Sivori e di Maradona, ma anche di altri cavalli di razza un poco matti, non possiede gli attributi necessari per poter venir definito autentico fuoriclasse.

Una grande illusione, quella di poter rivivere il “Sivori bis”, la cui delusione attuale fa stare male.

Ma tant’è, comunque vada a finire, si può concludere con la citazione del titolo di un film del grande e indimenticabile Massimo Troisi.

Sembrava fosse amore e invece era un calesse. Amen”.