Galeone sulla cessione di Kean: “Bravino, ma non parliamo di Baggio “

0
102

L’ex allenatore, e grande amico di Massimiliano Allegri, Giovanni Galeone, intervistato da il Corriere dello Sport, ha commentato la cessione del giovane attaccante della Juventus, Moise Kean, all’Everton:

Cosa perdiamo con Kean e Cutrone in Inghilterra ed El Shaarawy in Cina? Non molto sinceramente”.

Non parliamo né di Baggio né di Totti. Sono bravini, qualcuno potrebbe diventare un po’ più bravo, ma non fanno la differenza in Europa”.

Kean e Cutrone tra i migliori Under 21? Questo dimostra la mediocrità generale del nostro calcio”.

“Il nostro calcio è questo, fenomeni in giro non ne vedo“.

Verratti dopo un paio di anni a Pescara era il nuovo Pirlo, no? Gioca in Francia 2012. Secondo lei è migliorato? Secondo me no“.

Si accontentano dei soldi, non pensano a migliorarsi. Gli stessi Chiesa e Insigne dovessero andare all’estero sarebbero normali, uguali a tanti altri“.

“Da noi bastano due partite per battezzare un fenomeno. Juventus-Barcellona, due anni fa, Dybala fa il fenomeno, ma solo per quella partita”.

“E in tv io sentivo gente che diceva: è il nuovo Messi. Dovevo tenermi dal ridere, Dybala nuovo Messi? Ma scherziamo?

“Perché questa generazione è così povera di qualità? Perché i ragazzi non giocano più per strada. Hanno perso leggerezza e spontaneità. Tutti uguali, tutti robottini“.

“E quando crescono trovano allenatori che gli riempiono la testa di 4-2-3-1 e 4-3-3, questi sono grandi alibi di chi ha pochi contenuti“.

Zaniolo si è perso dietro alle sciocchezze. E dire che quando l’ho visto giocare per la prima volta ho pensato: questo diventa forte davvero“.

“Un altro è Bernardeschi. Quello visto alla Fiorentina era un ragazzo di grande talento, da allora non mi sembra cresciuto”.

“Faccio fatica a trovare nomi buoni in prospettiva internazionale. I due giovani dell’Inter, Barella e Sensi in Italia possono fare bene, ma voglio vederli in Europa“.

“Mi sembra un talentuoso il ragazzo del Brescia, Tonali, ma bisogna avere pazienza, dargli il tempo di crescere e di sbagliare“.

“E per favore, non cominciamo a dire: ecco il nuovo Pirlo“.