Stefano Discreti: “Da ora Sarri farà sul serio”

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Stefano Discreti, giornalista e tifoso bianconero ha pubblicato sulle colonne di Calciomercato.com il suo consueto editoriale.

Stavolta il giornalista di fede bianconera ha voluto fare il punto sull’andamento della formazione della squadra di Maurizio Sarri dopo questo primo scorcio di preparazione atletica. Ecco le sue parole:

La ricreazione è finita. E’ tempo di tornare a Torino per “studiare” il calcio del Prof. Sarri.

Cosa ci lascia la trasferta asiatica? Sicuramente la tipica curiosità di inizio stagione, le prime volte in campo dei neo acquisti, l’esordio della seconda maglia ufficiale (che se le gioca con la prima in quanto a, chiamiamola, “stranezza”), qualche prodezza dei singoli e poco altro.

Impossibile trarre delle indicazioni tecnico/tattiche da partite giocate con tempi così ravvicinati, a temperature ed umidità folli e con ancora le gambe imballate dalla preparazione.

Contro il Team K-League coreano la formazione juventina ha sofferto oltre l’immaginabile e solo la freschezza dei giovani, Muratore e Matheus Pereira in particolare, ha evitato la brutta figura di una sconfitta contro calciatori semisconosciuti. Ci sta.

Come ci sta che il giocatore più importante della squadra, Cristiano Ronaldo, nonostante l’attesa allo stadio e il suo nome invocato sugli spalti, possa riposare del tutto e non giocare nemmeno un minuto per preservarne la salute.

Ribadiamo lo scopo principale di questo tipo di amichevoli: incassare soldi e prestigio internazionale senza rischiare in alcun modo infortuni.

Non ci sono altri motivi, è un discorso prettamente venale, fare cassa senza che nessun evento sfortunato pregiudichi in alcun modo il tesoretto della rosa per il prosieguo della stagione.

Anzi, in alcuni circostanze, serve proprio per mettere in vetrina quei calciatori in esubero da vendere per rientrare dei pesanti investimenti già effettuati.

Se contro il Tottenham e l’Inter ci eravamo lasciati comunque andare ad un giudizio parziale lo stesso non si riesce a fare dopo la sfida contro il Team K-League.

Le uniche cose che resteranno a futura memoria di questa sfida sono i gol subiti di pregevole fattura, l’esultanza alla CR7 di Cesinha, il gol di Muratore nel primo tempo e la prodezza di Matheus Pereira a sigillare il 3 a 3 nel finale.

Nel mezzo il fortuito gol di Matuidi (mezzo collo, mezza spalla) decisivo per la rimonta.

Ma quale Maifredi 2.0!

Scomodare la Juventus di Gigi Maifredi in alcuni commenti letti in giro sul web è davvero follia (il caldo può giocare davvero brutti scherzi…).

Quando si intraprende la strada della rivoluzione, come fatto dalla proprietà bianconera, è normale avere un periodo medio/lungo di assestamento.

Bisogna avere molta pazienza, soprattutto all’inizio. Per assimilare il calcio di Sarri ci vuole tempo.

Ci sta subire molti gol all’inizio, anche se in amichevoli di poco valore, così come siamo certi la Juventus continuerà a subirne anche nelle prime gare ufficiali della stagione perché alzare il baricentro della squadra e imparare a difendere alti non è una meccanismo che si acquisisce con 1 mese di allenamenti e 3-4 partite di spessore.

Se si voleva andare sul sicuro, continuando a vincere facendo il minimo indispensabile e rischiando il meno possibile, bastava tenere Allegri sulla panchina della Vecchia Signora.

Se invece si crede davvero nella svolta in cui la dirigenza si è lanciata quest’anno per andarsi a prendere la Coppa “maledetta” bisogna dare all’ex tecnico del Chelsea tutto il tempo necessario (i giocatori funzionali praticamente già ci sono, bisogna solo “specializzarli”) per cambiare in primis la mentalità del gruppo ma anche di tutto l’ambiente.

Almeno all’inizio, vincere non sarà l’unica cosa che conterà ma sarà fondamentale accorciare i tempi di assimilazione dei nuovi schemi, anche a costo di subire qualche gol di troppo e lasciare qualche punto per strada.