Inter: crollano le valutazioni di Icardi, Perisic e Nainggolan

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Una vera e propria parabola discendente quella che si è abbattuta su Mauro Icardi, Radja Nainggolan e Ivan Perisic.

In appena un anno sono passati dall’essere i punti di riferimento dell’Inter a veri e propri esuberi da cedere al più presto anche e soprattutto per permettere alla società di reperire denaro fresco per andare a caccia di nuovi obiettivi di mercato.

Le dichiarazioni di Marotta, che ha escluso Icardi e Nainggolan dal progetto, e quelle di Conte, dubbioso su Ivan Perisic, svalutano i tre gioielli dell’Inter.

Se un anno fa valevano complessivamente 200 milioni, il loro valore è ora sensibilmente diminuito. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Icardi, da 110 milioni, vale 60; Radja – da 40 milioni – non supera i 15 milioni, mentre il croato- il cui valore era di 50 milioni, è sceso a 30 milioni.

Entrando nel dettaglio, Mauro Icardi, un anno fa era capitano e uomo squadra dell’Inter, nonché simbolo e trascinatore del ritorno in Champions League; l’argentino valeva appunto i 110 milioni della clausola rescissoria.

Ora essendo stato messo fuori squadra il prezzo non può che essersi abbassato notevolmente, con la Juve sempre alla finestra pronta ad aggiudicarsi un giocatore così forte ad un prezzo favorevole.

Radja Nainggolan invece durante lo scorso Calciomercato estivo era stato salutato come il grande colpo interista: prelevato dalla Roma per un costo complessivo di 39 milioni di euro; ora per 15 milioni l’Inter potrebbe prendere in seria considerazione l’idea di lasciarlo partire dopo una sola stagione in neroazzurro.

Infine Ivan Perisic. Dopo l’ultimo sfogo di Antonio Conte che non lo vede affatto come esterno sinistro “a tutto campo”, il croato potrebbe anche partire da un momento all’altro.

Anche in questo caso, però, le prestazioni discontinue dell’ex Wolfsburg stanno gravando sul suo valore di mercato. Circa un anno fa, il Manchester United aveva bussato più volte alla porta del club milanese, offrendo 50 milioni di euro ma ricevendo un secco rifiuto dai dirigenti dell’Inter.