Agnelli e il suo progetto visionario per continuare a vincere

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Bellissimo editoriale scritto da Alessandro Vocalelli stamane sulle colonne di Tuttosport.

Il giornalista spiega nel concreto cosa si nasconde dietro le scelte di mercato fatte da Agnelli e il suo board.

Sono tutti lì a inseguire, almeno a parole, un progetto.

Il progetto dei giovani italiani, il progetto per provare a vincere nell’immediato, il progetto per alzare l’asticella, il progetto, il progetto...

Il vero progetto però sembra averlo in testa la Juve, indipendentemente da quello che vuole il club bianconero: vincere la Champions.

Anche se quello non è un progetto – perché puntare al massimo, come stanno ripetendo in maniera stucchevole molti allenatori di questi tempi – non è un progetto, ma un obiettivo.

Il progetto, dicevamo, della Juve è nelle pieghe di un mercato che bisogna leggere, interpretare, decifrare, per capire a cosa stanno realmente lavorando Agnelli, Paratici e Nedved:

Progettare (appunto, in questo caso la parola è corretta) una Juve avanti di cinque anni rispetto alla concorrenza. Mentre tutti si affannano a rincorrerla, lei è già nel futuro.

Certo, oggi e per i prossimi anni è e sarà sempre la Juve di Ronaldo e Chiellini, per dire un fuoriclasse e un formidabile calciatore che rappresentano allo stato attuale – come simboli e bandiere – la qualità e la forza di un gruppo straordinario.

Ma provate a immaginare – nelle mosse di Paratici – come si sta già strutturando la nuova Juve.

Partendo dai giocatori che sono già arrivati: Demiral, che sarà una grande sorpresa e di cui si parla troppo poco, con i suoi 21 anni per rinforzare il reparto centrale o la fascia destra, che è la sua seconda specializzazione;

Luca Pellegrini, che a 20 anni ha tutto il tempo per dimostrare le sue grandi potenzialità;

Romero, che a 21 sarà magari girato per fare ancora esperienza;

Ramsey, una star internazionale che ha quattro anni in meno di Khedira;

Rabiot, che ne ha otto in meno di Matuidi. Già così la Juventus ha abbassato nettamente a sua età media, ma come dimostrano sussurri e indicazioni del mercato la questione è tutt’altro che chiusa.

E’ ormai in dirittura d’arrivo l’acquisto di De Ligt, 19 anni, destinato ad essere una stella del calcio internazionale almeno per il prossimo decennio.

E poi le voci più accreditate, certificate da tutti gli operatori di mercato: la Juve vuole Zaniolo – che rientrerebbe nell’operazione Higuain – 20 anni e un futuro garantito;

Vuole Chiesa con i suoi 21 anni, che sarebbe probabilmente già bianconero se non ci fosse stato il passaggio di proprietà a Firenze;

Vuole Icardi (26 anni) che sarebbe oggi il partner di Ronaldo ma fra qualche anno resterebbe ancora un primattore assolutamente protagonista.

E poi, anche se non è storia di questo mercato perché Cellino ha detto che lo tratterrà a Brescia, nel futuro prossimo si intravede nettamente il profilo di Tonali.

Insomma, mentre tutti si affannano a rincorrerla – e pur prendendo ultratrentenni sanno di non essere neppure entrati in scia – la Juve con i suoi acquisti già certificati ha abbassato sensibilmente l’età media e da De Ligt a Chiesa, con la semina già effettuata, si è lanciata su gente straordinaria ancora più giovane.

Una squadra under 30 con una media età che non arriva a 24, per poter davvero far sapere alla concorrenza di essersi messa alle spalle 8 scudetti pazzeschi, di essere ancorata saldamente al presente e di saper già come colorare di bianconero il futuro.

Per potersi anche concentrare nei prossimi mercati magari su un altro acquisto top.

Come può essere Mbappé – 21 anni ancora da compiere – oppure il fenomeno emergente del Lilla, Rafael Leao, con i suoi 20 anni, su cui la Juve si è già mossa. Ma questo è un altro discorso. O forse no.