“Gazzetta”: Ecco come giocherà la Juventus di Sarri

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La Gazzetta dello Sport ha pubblicato stamane in edicola un interessante articolo che spiega quale sarà la Juve di Maurizio Sarri.

Ecco quanto ha scritto tra le sue colonne il quotidiano sportivo

Sarri “ha discusso con i big già in rosa e pure con uno che probabilmente arriverà, come Matthijs De Ligt.

Non sarà una Juve monolitica, come da lui stesso ammesso tra le luci della prima conferenza.

Se tra difesa e centrocampo la squadra starà dentro alla solita gabbia, costruita con maniacalità tattica e coraggio, davanti si cederà qualcosa di più all’istinto.

Niente improvvisazione, certo, ma meccanismi «mobili» per scatenare il talento che Sarri ha la fortuna di poter coltivare:

«Io organizzo molto per 70 metri, ma negli ultimi 30 ci sono solo principi da seguire e stop», sentenziava un paio di settimane fa. Non era un caso. o.

Di certo, l’innesto di De Ligt non cambierà le vecchie certezze difensive: Sarri insisterà sul mantra della linea a 4, porterà un pressing più alto e costante di quello allegriano, «strutturato» per coprire le linee di passaggio.

In più «zona» purissima: si guarda il pallone, ecco la priorità. Il tutto da sommare a una mediana a tre, visto il crescente numero di mezzali da combattimento.

Emre Can potrebbe muoversi in verticale a destra, dall’altro lato Rabiot. Senza scordare Ramsey, utile ad alimentare il palleggio. Cambia per vincere «Non si può partire dal modulo.Lo si adegua ai giocatori che fanno la differenza», aggiungeva il 20 giugno.

E, al di là di certa falsa retorica che lo ha descritto come un integralista, Sarri ha dimostrato di conoscere le sfumature e l’arte della duttilità: il 4-3-1-2 di Empoli gli è valso una promozione inAe una valanga di complimenti.

Quell’esperimento è già allo studio nel laboratorio di Torino con due candidati a ricoprire il ruolo di trequartista: Ramsey, portatore di inserimenti, o Bernardeschi, portatore di fisicità.

E se poi Dybala, ieri in gol con l’Argentina e desideroso di rinascita, arretrasse un po’, ecco che il modulo avrebbe più la forma di un albero di Natale.

In ogni caso, anche nella nuova era Cristiano sarà il centro di gravità: qualsiasi marchingegno dovrà adeguarsi a lui, che non può certo occupare la posizione di esterno d’attacco con consegne difensive.

Il toscano vuol rendere CR7 un po’ più… CR9: un centravanti, ma salvaguardando la sua libertà di posizione.

Decisivo in quel caso Dybala come scudiero davanti.

E nel caso di 4-3-3, sistema esplorato con maggiore continuità negli ultimi anni, occhio al lavoro sugli esterni, da Bernardeschi a Cuadrado fino a Douglas Costa, uno di quelli più stuzzicano le fantasie sarriane.

Al Chelsea, però, il modulo col tridente si è fatto più sbarazzino pur di arrivare all’obiettivo: Sarri doveva pur vincere e ha vinto, filosofia che piace molto nella sua nuova casa.