Marcello Chirico fa chiarezza su Calciopoli dopo lo scandalo del giudice Palamara

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Marcello Chirico, noto giornalista e tifoso bianconero, ha scritto il suo consueto editoriale  sulle colonne del portale “Il Bianconero”.

Stavolta affronta un argomento spinoso e va giù durissimo rievocando “Calciopoli”, lo scandalo che ancora grida vendetta.

Ecco il pensiero di Marcello Chirico:

Il buongiorno a tutti gli juventini oggi lo ha dato Milan Skriniar, il forte centrale difensivo dell’Inter”, esordisce Chirico

Un video in cui, insieme ad alcuni amici (interisti), prende per i fondelli con una canzoncina la Juventus che non vince da troppo tempo la Champions League (“come mai non la vinci mai?”)”.

“Nessuna parolaccia, sfottò allo stato puro. Fastidioso, ma sfottò”.

Viene solo da domandarsi perché ad uno slovacco, che gioca nell’Inter da appena 2 stagioni, venga in mente di fare un video del genere per prendere in giro colleghi e tifosi della Juve”.

“Semplice: perché appena arrivi all’Inter vieni letteralmente investito da un ciclone anti-juventino al quale non ti puoi sottrarre”.

Devi detestare i gobbi in tutto e per tutto, e assumere la consapevolezza di essere entrato a far parte dell’unico club veramente onesto e pulito del calcio italiano, di una rettitudine tale da non potere che prendere le distanze da “quelli là” di Torino”.

“Calciopoli docet. Purtroppo”.

Perché le cose non stanno proprio così, anche se ad Appiano ti ricordano come un disco rotto sentenze, intercettazioni e bla bla bla”.

Verdetti giudiziari spiccati o richiesti da giudici che, magari, si viene a scoprire col tempo non essere poi esempi cristallini di moralità”.

Tipo Luca Palamara, ex membro del CSM nonché presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (un togato-top, quindi), ora al centro di un’indagine di corruzione con nel mirino politici e – appunto – magistrati di alto livello”.

“Per carità, il nostro è un Paese garantista e fino a prova contraria vige l’assunto di non colpevolezza pure per Palamara, ma al momento le accuse che lo riguardano sono parecchio pesanti”.

“Negli scorsi giorni, dell’indagine avviata dalla Procura di Perugia, hanno parlato a tamburo battente giornali e TG, però (e non ce ne stupiamo) nessuna testata sportiva ha ricordato che Palamara fu il PM che, nel 2008, chiese – a conclusione del processo GEA – 6 anni di reclusione per Luciano Moggi e 5 per il figlio Alessandro, accusandoli di aver assunto il controllo delle procure di molti calciatori in maniera illegale”.

“Secondo Palamara i due sarebbero stati i principali artefici dell’associazione a delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata”.

Oltre all’ex direttore generale della Juventus e suo figlio, Palamara chiese – per concorso in attività illecita – 3 anni e 6 mesi di reclusione per Francesco Zavaglia (ad Gea), 1 anno e 4 mesi per il procuratore Davide Lippi, 2 anni e 4 mesi per Franco Ceravolo e 8 mesi per Pasquale Gallo entrambi collaboratori dei Moggi, ai quali i giudici si limitarono ad infliggere in primo grado 1 anno e 6 mesi all’ex DG ed 1 anno e 2 mesi al figlio Alessandro”.

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