Governo, il Daspo anche per chi usa violenza nei confronti degli arbitri

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Violenza negli stadi, violenza fisica e verbale.

Una piaga da sconfiggere assolutamente.

E per farlo il calcio ha bisogno dello Stato, della politica e delle leggi.

Ecco quindi che con il Decreto “Sicurezza Bis” approvato dal Consiglio dei Ministri, è stato previsto l’ampliamento del Daspo anche con riferimento ad episodi di violenza contro gli arbitri.

Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Marcello Nicchi, esprime soddisfazione:

“Si è compiuto oggi un altro passo in avanti a garanzia dell’incolumità dei direttori di gara e contro la violenza nel calcio e in tutti gli sport”, ha detto Nicchi.

Il Governo era già stato recettivo sul punto.

Tanto che lo scorso 31 gennaio sono state approvate dal Consiglio dei Ministri alcune norme per inasprire le pene contro i fenomeni di violenza legati alle manifestazioni sportive, che poi hanno mosso i primi passi in commissione Giustizia, nel quadro di una riforma strutturale più ampia per il rilancio dell’intero sistema sportivo italiano.

Il Daspo, come tutti sanno è una sanzione accessoria che consente al giudice, insieme alla condanna penale per determinate categorie di reati, di vietare l’accesso nei luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive.

Ma oltre che una sanzione accessoria ad una condanna, il DASPO può essere configurato come una misura preventiva di sicurezza.

L’autorità di pubblica sicurezza può sempre ordinare il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si rechino con armi improprie, o che siano state condannate o che risultino denunciate per aver preso parte attiva a episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle stesse circostanze abbiano incitato o inneggiato alla violenza con grida o con scritte.

Il DASPO era già diventato una misura non solo sanzionatoria, ma anche di prevenzione per allontanare dagli stadi soggetti che in passato si sono mostrati violenti e pericolosi anche al di fuori delle manifestazioni sportive.

Ora con il Decreto Sicurezza Bis è stato fatto un ulteriore significativo passo avanti

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