Raiola tuona contro la Federcalcio: “Non perdonate le mie opinioni sul disastroso stato del calcio italiano”

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A poche settimane dall’inizio della sessione estiva di calciomercato, la Figc ha sospeso dall’attività per tre mesi il noto procuratore sportivo Mino Raiola.

L’agente, che cura gli interessi di alcuni tra i calciatori più importanti del panorama europeo (tra gli altri anche Kean, Pogba, Insigne, Verratti, Donnarumma) non potrà esercitare la sua professione fino al 9 agosto 2019, di fatto impedendogli quindi ogni attività per l’intera durata della sessione estiva dei trasferimenti.

Una squalifica di due mesi è stata notificata anche al cugino e socio di Mino, Vincenzo Raiola.

Nella nota ufficiale della Figc si legge:

“La Commissione Procuratori Sportivi, ogni altra eccezione, deduzione e difesa rigettata, condanna i Sig.ri Carmine Raiola e Sig. Vincenzo Raiola, in proprio ed in qualità di legali rappresentanti delle società da essi rappresentate (e nello specifico, quanto al Sig. Carmine Raiola, della società Three Sports Business Ltd, 40 Villa Fairhomme, Sir. Augustus Bartolo Street, Tà Xbiex Malta; quanto al Sig. Vincenzo Raiola, della società Viesse Sport Limited, 10 Maccurtain Hill, Clonakilty, Cork, Ireland), alla sanzione della sospensione dall’esercizio dell’attività di procuratore sportivo nella misura, rispettivamente:
–  quanto al Sig. Carmine Raiola, di mesi 3;
–   quanto al Sig. Vincenzo Raiola, di mesi 2“.

E proprio da Mino Raiola arriva un furioso commento a seguito della squalifica:

“La mia sensazione personale è che questa punizione risponda a una volontà politica, senza tener conto della legge. Si tratta di una sanzione basata su finti pretesti e menzogne. La legge e la giustizia devono prevalere in ogni sistema corretto e spero che la mia posizione verrà ripristinata nelle prossime fasi di questa storia”.

“Suppongo che la Federazione Italiana non abbia perdonato le mie critiche al loro ruolo nel disastroso stato del calcio italiano, così come il loro ruolo nei problemi del razzismo, e le mie opinioni hanno sicuramente influenzato la decisione. Cercherò giustizia per questa ingiustizia e per la libertà di espressione, in ogni tribunale possibile perché il mio obiettivo principale è l’interesse del calcio italiano. Combatterò con orgoglio questa lotta per ottenere ciò che è conforme alla legge”, ha concluso Raiola.