Fabio Capello ha analizzato la sfida tra Manchester City e Tottenham nel corso di Champions League Show, in onda su Sky Sport.
“Una bellezza unica questa partita –sono le parole di Capello-, che il City ha giocato molto bene, voleva vincere ma ha trovato di fronte il Tottenham che ha avuto in Son l’uomo della serata e Llorente che ha avuto un colpo d’anca che è stato molto molto importante”.
“Però pensando alle partite che vediamo in Italia, queste erano due squadre inglesi, il ritmo è stato impressionante, quel ritmo che purtroppo noi non abbiamo, la Juventus si allena, non gioca partite”.
“Mi hanno detto una cosa: mister qui non si fermano mai, se qui perdono tre a zero continuano a correre, e quindi se continui a correre, continui a pressare, tu ti abitui ad essere concentrato“.
“Poi hai gli arbitri che non fischiano mai, come questa sera, io avevo dei dubbi su di lui invece è stato bravissimo”.
“Manchester City e Tottenham hanno giocato su ritmi impressionanti, queste partite mi entusiasmano, in Italia non si vede mai un ritmo simile”.
“Vanno fatti i complimenti al Manchester City perché ha perso per una questione di centimetri. Credo che in finale andrà l’Ajax: mi ha impressionato al Bernabeu e a Torino“, conclude Fabio Capello.
GUARDIOLA. A fine gara anche Guardiola si è detto felice per come hanno giocato i suoi, ma ovviamente con una delusione immensa per il risultato.
“In ogni caso sono orgoglioso dei miei giocatori e dei miei tifosi –ha detto Guardiola-, ma il calcio è imprevedibile. Quella di oggi è stata una partita bellissima per tutti, noi abbiamo lottato per 180 minuti e dopo essere stati subito sotto siamo stati in grado di andare sul 3-2 dopo appena 20 minuti”.
“Abbiamo giocato meglio, creando tante occasioni da gol e sbagliandone altrettante, per questo siamo stati puniti. Alla fine, poi, eravamo riusciti a segnare la rete che ci serviva, ma è finita male”.
“Mi congratulo con il Tottenham e auguro loro il meglio per le semifinali”.
“Adesso c’è la Premier League e giocheremo ancora contro il Tottenham. Ora non ci voglio pensare, voglio dormire prima di preparare la partita.