Zazzaroni chiede scusa a Kean per “una parola di troppo”

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In un post pubblicato poco fa sul proprio account di Instagram, il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni ha parlato nuovamente del caso Kean.

Stavolta però lo ha fatto per scusarsi per una parola di troppo scritta sul quotidiano sportivo all’indomani dei fatti accaduti a Cagliari.

E in riferimento all’editoriale di Italo Cucci ha scritto: “Devo delle scuse a Kean: ieri in un sommario abbiamo scritto esattamente quello che era successo ma quando intervengono i buu discriminatori anche un aggettivo come “provocatorio” non può essere tollerato…”.

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Devo delle scuse a Kean: ieri in un sommario abbiamo scritto esattamente quello che era successo ma quando intervengono i buu razzisti anche un aggettivo come “provocatorio” non può essere tollerato… ____________________ "Moise Kean bambino del giorno. Un po’ per l’ennesimo gol juventino, molto per i buu che s’è beccato a Cagliari dopo il gol decisivo. I buu che hanno diviso più che il popolo del calcio la platea dei moralisti, perbenisti e fancazzisti: provocatore o offeso, il ragazzo? Votate. Votate. Votate. Lo scrutatore obiettivo trova che alla fine si tratti di un confronto di stupidità sottolineato da Bonucci, esibitosi in un unicuique suum tipo papa Francesco; quello meno papale – come me – vorrebbe che non fosse tirata in ballo la provocazione – ma quale provocazione? – sennò ci ritroveremmo in quei vecchi tribunali dove veniva scagionato il violentatore “perché Lei – provocatrice! – aveva le zinne e le chiappe al vento”. E aggiungo: si tratta anche di insegnare ai giovani talenti, bianchi o colorati, un po’ di educazione professionale. [Italo Cucci]. @corrieredellosport @mb459

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Ecco il testo dell’editoriale di Italo Cucci:

“Moise Kean bambino del giorno. Un po’ per l’ennesimo gol juventino, molto per i buu che s’è beccato a Cagliari dopo il gol decisivo. I buu che hanno diviso più che il popolo del calcio la platea dei moralisti, perbenisti e fancazzisti: provocatore o offeso, il ragazzo? Votate. Votate. Votate”.

Recitava ancora l’editoriale di Cucci: “Lo scrutatore obiettivo trova che alla fine si tratti di un confronto di stupidità sottolineato da Bonucci, esibitosi in un unicuique suum tipo papa Francesco; quello meno papale – come me – vorrebbe che non fosse tirata in ballo la provocazione – ma quale provocazione? – sennò ci ritroveremmo in quei vecchi tribunali dove veniva scagionato il violentatore “perché Lei – provocatrice! – aveva le zinne e le chiappe al vento”. E aggiungo: si tratta anche di insegnare ai giovani talenti, bianchi o colorati, un po’ di educazione professionale. [Italo Cucci]”.

Il post di Ivan Zazzaroni ha subito ricevuto il consenso di tantissimi fan.

Il direttore del Corriere dello Sport aveva già avuto modo di parlare di una questione analoga in seguito alla partita della Juve contro la Lazio a gennaio del 2019 allorquando lo stesso scrisse su Twitter un post critico nei confronti delle rimostranze dei tifosi bianconeri, negando di aver sentito cori discriminatori durante la gara dell’Olimpico tra le due squadre.