L’ex bianconero Sorrentino: “La Juve ha più vite dei gatti”

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Stefano Sorrentino, ex Juventus e attuale portiere del Chievo, con il quale aveva qualche mese fa parato il famoso rigore a Ronaldo, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui ha parlato della sua carriera calcistica.

Sorrentino ha commentato i suoi esordi alla Juventus:

“Il primo ritiro con la Juve? Ha presente il vincicampione, quel concorso delle merendine che ti faceva passare un giorno col tuo giocatore preferito? Ecco, fu come averlo vinto. La mattina appuntamento a colazione alle 8.30, alle 8 ero già ad aspettare. Salgo sul pullman e sto in piedi, mai avrei voluto occupare il posto di un big. Poi Peruzzi, che conoscevo perché lo allenava mio padre, fa: ‘Che fai? Vieni qua’. Uguale a tavola: arrivo primo, poi aspetto col piatto in mano un cenno di Angelo. Alla fine giocò lui infortunato, ero il primo cambio. Ma da qualche parte ho una foto di quella panchina: siamo io, Davids, Inzaghi, Zidane. Tante partite, e la testa è ancora quella dell’inizio. Mi emoziono per una parata e mi arrabbio per una sconfitta… sono ancora arrabbiato per la partitina persa in allenamento mezz’ora fa. Ma non mi piace guardarmi indietro, lo farò il giorno in cui smetterò. Tre giornate e partite chiave? Quella di prima. Una giornata che volevo non finisse mai”.

Sorrentino ha continuato parlando della Nazionale:

“Sono contento perché c’è entusiasmo. È tornata l’Italia che porta gente allo stadio e alla tv, quella che quando si ferma il campionato uno dice: ‘Gioca la Nazionale, pizza e birra da me’. E vedo la voglia da parte dei convocati di andarci. Negli ultimi anni, osservando da fuori, mi pareva un peso. Quagliarella? L’età è solo un numero su un documento, il motore di tutto è la testa: se regge quella, il fisico la segue. Fabio lo conosco, ci ho giocato insieme e da avversario mi ha fatto tanti gol, e quello che sta facendo solo a pensarci mi emoziono. Un mito, come Federer: passano gli anni e restano ad alti livelli. Se mi chiamano vado a piedi da Verona a Coverciano. Io non sono uno tanto normale, eh: se lo dico lo faccio”.

L’ex portiere juventino ha poi commentato la prossima sfida che attende i bianconeri contro l’Ajax:

“Gli olandesi sono una bella squadra, per loro sarà uno stimolo affrontare il numero 1 al mondo. Sono giovani terribili, ma la Juventus ha più vite dei gatti e questo ti fa capire che spessore ha: grandi uomini e grandi campioni. Ronaldo è solo la punta della piramide, con lui sono in tanti a fare la differenza”.

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