Del Piero sul passato in Serie B con la Juve: “Non facile, ma ho deciso con il cuore”

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Lo storico capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, ha concesso una intervista al quotidiano spagnolo Marca.

Dalla tappa indonesiana del Champions League Trophy Tour della Uefa, di cui è ambasciatore, l’ex numero 10 bianconero ha parlato di molti argomenti, tra cui il passato e il presente della Juventus.

L’ex capitano bianconero ha commentato la magica rimonta della Juventus contro l’Atletico Madrid:

“Che la Juve eliminasse l’Atletico, dopo il 2-0 dell’andata, non è stata una grande sorpresa per chi, come me, sa cosa sia la Juve. Per quelli che come me conoscono il club e la sua mentalità, è qualcosa che può accadere. Non è stato facile ma hanno fatto una partita perfetta, hanno concretizzato le occasioni e l’Atletico è scomparso“.

“Nella gara di andata, l’arbitro ha valutato un rigore per l’Atletico e poi il VAR ha segnalato che si trattava di rimessa. E ha annullato un gol a Morata. Senza considerare il gol convalidato a Ronaldo nella gara di ritorno. Insomma, la tecnologia deve aiutare il calcio“.

“La tripletta di Ronaldo: ecco perché la Juve lo ha comprato. È un campione, ha già vinto la Champions, sa com’è giocare questo tipo di partite complicate. È concentrato su quell’obiettivo, la Juve l’ha acquistato per quello e il piano fino ad ora sta andando alla perfezione. Critiche a CR7 quando non segna? Se hai un giocatore che segna un gol a partita e reputi scioccante che non faccia una rete, ti manca qualcosa”.

“Sono stato un po’ sorpreso che abbia firmato per la Juve, ma non molto. Cristiano poteva scegliere qualunque squadra, ma scegliere la Juve è stato un grande affare. Sono felice di quello che ha fatto, ora deve rendere felici i tifosi della Juve e spero che continui a segnare in tutti i modi”.

Infine si arriva a parlare dell’ambita coppa dalle grande orecchie, che manca a Torino dal lontano 1996:

“Perché la Juve ne ha perse così tante? Ogni finale è stata diversa, a volte non erano favoriti, a volte sono incappati in una brutta serata. È difficile dire cosa accada, ma raggiungere la finale è già un grande risultato. L’ultimo passaggio è importante, ma sono sicuro che i bianconeri riusciranno a vincere la Champions. Hanno raggiunto la finale due volte nelle ultime quattro stagioni e hanno vinto sette scudetti di fila. Questa Juve sta facendo la storia. Fallimento se non vince la Coppa? ‘Fallimento’ è una parola grossa, non la userei. Il progetto è vincere la Champions con Ronaldo, e lui ha firmato per quattro anni. Se ci riesci nel primo anno, ancora meglio”.

Un commento della bandiera bianconera anche sul prossimo avversario che attende la Juventus in Champions League:

“L’Ajax ha fatto un ottavo di finale incredibile, impressionando il mondo per il modo in cui hanno giocato. Sarà difficile, ma la Juve era fin dall’inizio una candidata per la Champions. Differenza con l’Ajax del 1996? Quella era la squadra migliore d’Europa, perché aveva vinto la Champions e aveva talenti che in un paio di anni hanno giocato nelle squadre più grandi. Ma il modo in cui l’Ajax ha giocato a Madrid e ad Amsterdam è stato grandioso, l’ho adorato”.

Un commento dell’ex numero 10 juventino sui due grandi allenatori Guardiola e Zidane:

Pep è un genio. Quello che ha fatto a Barcellona è unico e non solo per le vittorie, ma per il modo in cui ha giocato. Hanno dominato ogni partita, era bello vederli giocare. Adesso sta provando a ripetersi in altri paesi, non è riuscito a vincere la Champions al Bayern e adesso al City ha una grande opportunità”.

Sono rimasto un po’ sorpreso del ritorno di Zidane al Real Madrid, soprattutto perché l’ha fatto prima di quanto mi aspettassi. Zizou ama Madrid, vive lì con la sua famiglia e ha un ottimo rapporto con il club. Penso che Florentino Pérez avesse le idee chiare, è un affare intelligente. Lui alla Juve? Zizou è un amico, mi piacerebbe vederlo ovunque. Anche per una birra! Ma la Juve ha un grande allenatore e sta andando bene, ha aggiunto Del Piero, riconoscendo il grande lavoro di Allegri.

Si apre il libro dei ricordi, e salta fuori l’emozionante tributo ricevuto al Bernabeu nel 2008:

“Sono rimasto stupito, venivamo da un periodo difficile, con molti infortuni e abbiamo giocato una grande partita contro il Real Madrid. Ho segnato due gol e alla fine, quando l’allenatore mi ha sostituito, ho pensato: ‘Davvero tutte queste persone si sono alzate e mi stanno applaudendo?’. E’ stato un momento speciale, incredibile”.

Un commento sul periodo più complicato della sua carriera e della storia della Vecchia Signora:

“È stato difficile, avevo appena vinto il Mondiale e un mese dopo ero in Serie B. Non è stata una situazione facile, ma ho deciso con il cuore e non me ne pento. Diversi club mi hanno cercato durante la mia carriera, ma alla fine ho scelto di rimanere alla Juve e sono felice di questa decisione“.

Un commento su un bianconero che ormai appartiene al passato, Buffon:

“Mi ha stupito un po’ la sua firma con il PSG, ma Gigi voleva giocare. E’ una grande combinazione”.

E l’ultimo, su un bianconero del presente, che oggi indossa il suo stesso numero di maglia, Dybala:

“È un numero 10 diverso da me, gioca in un’epoca diversa e deve fare un altro tipo di calcio. Adesso è il suo momento, mi piace vederlo giocare“.