Fiorentina – Atalanta: Botte ai tifosi. Parla Salvini

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Oggi lunedì 11 marzo, alla Prefettura di Bergamo in via Tasso, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha presieduto la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

A riportare i dettagli dell’incontro la testata giornalistica locale BergamoPost.it , che sul proprio sito web scrive quanto di seguito riportiamo:

‘Il tema dell’incontro sono stati gli sgomberi e l’abbattimento delle torri a Zingonia, con i lavori che dovrebbero iniziare la prossima settimana’ si legge nell’articolo.

‘Ovviamente – scrive il quotidiano on line – però, si è parlato anche del pestaggio da parte della Polizia avvenuto a Firenze il 27 febbraio e di cui sono stati vittime i tifosi nerazzurri.

Ebbene il sindaco Giorgio Gori, ha colto l’occasione della presenza del ministro per consegnargli una lettera nella quale chiede nuovamente chiarezza e verità. Ecco i passaggi più interessanti della missiva:

“…Lei (Salvini ndr) per ora ha assicurato che “si stanno facendo tutte le verifiche del caso”. Nel frattempo però sono passati diversi giorni. E ancora non è dato sapere cosa realmente sia successo sulla superstrada di Firenze. I tifosi dell’Atalanta, aldilà della denuncia dell’accaduto, hanno dato prova di grande maturità, tanto nei confronti dei tifosi della Fiorentina – ritrovati pochi giorni dopo a Bergamo – quanto nei confronti delle Forze dell’Ordine. La stessa serietà, lo stesso senso di responsabilità io chiedo a Lei, per il ruolo che riveste…”.

Salvini a margine dell’incontro, ha voluto parlare proprio del caso in questione. «Sul post Atalanta-Fiorentina confermo che tutti gli approfondimenti sono in corso ha dichiarato il ministro -. Siccome c’è di mezzo la Procura e mi si insegna che la separazione dei poteri va rispettata, attendo scrupolosamente, da cittadino e da ministro, le risultanze degli approfondimenti che sono in corso. Non spetta a me dare giudizi prima del tempo».

Il vicepremier ha inoltre ribadito ed evidenziato che: «Non più tardi di un mese fa ho convocato a Roma un comitato con tutte le rappresentanze del mondo calcio: arbitri, allenatori, calciatori, professionisti, dilettanti. Quindi io sono il primo a sperare che il calcio torni a essere semplicemente un bel gioco».

«E lo dico da tifoso, non da ministro. Anzi, da ultrà. Perché spesso mi è stato rimproverato di essere un ministro che va in curva, ma è così. Ci andavo e ci vado ancora in curva, perché anche lì ci sono persone perbene e persone meno perbene, come in tutta la società. Ovviamente le forze dell’ordine impegnate fanno un grande lavoro e ritengo giusto che di questi costi se ne facciano carico le società di calcio e non i cittadini».

«Poi, se errori ci sono stati, è giusto che vengano riconosciuti. Detto questo, fortunatamente i casi di violenza nel calcio sono in diminuzione. Le aggressioni sono in diminuzione, così come i feriti e i fermati. Il trend è positivo, ma non bisogna abbassare la guardia».

«Quindi attendo riscontri nel massimo rispetto di chi sta indagando su quanto accaduto. Non sono certo il ministro, il sindaco, il tifoso o l’edicolante a poter dare delle risposte. C’è gente che, invece, per lavoro deve dare delle risposte» ha concluso Salvini.

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