Peruzzi sulla Champions: “Quest’anno per la Juve può essere la volta buona!”

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Angelo Peruzzi, ex numero uno bianconero, uno tra i campioni juventini dell’impresa di Champions League del 1996 a Roma, in un’intervista a TuttoSport, ha raccontato della sua passata esperienza nel club bianconero, e ha commentato l’attuale momento vissuto dalla Juventus.

Alla Juve ho imparato cos’è il professionismo, e come ci si prepara per vincere – ha commentato Peruzzi -. “Alla Juve, abituata ad arrivare sempre prima, anche un secondo posto viene vissuto come un fallimento. Se arrivi secondo, la società si fa sentire e tutto questo ti aiuta a dare sempre il massimo, a essere sempre pronto, sempre preparato. E poi c’è il peso, la responsabilità, di indossare una maglia molto pesante“.

L’ex numero uno, ha poi raccontato un curioso aneddoto:

“Non sono stato un soldatino. Quando ho avuto da ridire, l’ho sempre fatto. Se ero convinto di una cosa, sono stato sempre pronto anche ad andare allo scontro. Qualche volta ho vinto, qualche volta ho perso. Quando? Un giorno vengono quelli della Panini per fare le foto delle figurine. Non ero stato avvertito e, appellandomi a una questione di principio, mi sono rifiutato. Ci avrei messo un secondo – cosa vuoi che sia una foto -, ma non mi sembrava giusto. Sai com’è finita? Mi hanno dato una bella multa e mi hanno detto: ecco, adesso ti avvertiamo. Devi tornare nel pomeriggio per fare la foto. Risultato: ho perso non un secondo, ma un pomeriggio. Sono tornato, ho fatto la foto dopo aver preso pure la multa. Non è stato un gran risultato”.

Peruzzi ha continuato con i ricordi:

“Boniperti che mi aspetta sulla porta. E mi dice: ‘Ragazzo, due cose. Tagliati i capelli e sposati’. I capelli erano già corti e ho dovuto dare solo una spuntatina, poco dopo mi sono sposato. Comunque alla Juve avverti, anche indirettamente il senso di responsabilità. Infilarsi la maglia di Zoff, di Tacconi, di Sentimenti IV, basta per capire cosa stai facendo“.

Ha poi commentato lo stato d’animo dopo la vittoria della Champions:

“Il primo flash? Solo la grande concentrazione, io non riesco a esternare la mia gioia. Si ride e si piange alla stessa maniera, ma fatico a tirarlo fuori”.

Un commento sulla Juve di allora e l’attuale:

“Impossibile fare confronti: questa sta vincendo l’ottavo scudetto consecutivo, ma non ha ancora vinto la Champions. Non è scontato che l’Atletico faccia la stessa partita dell’andata e la Juve è capace di tutto, la qualificazione sia ancora al 50%. Una volta, in trasferta, le squadre pensavano soltanto a difendersi e, se non facevi gol subito, faticavi molto. Adesso si gioca in maniera più aperta e si possono fare anche tre gol in cinque minuti. Basta un episodio per indirizzare partita e qualificazione in una certa maniera. Auguro di cuore alla Juve di farcela quest’anno. Può essere la volta buona“.

Un ultimo commento di Peruzzi su alcuni degli allenatori più in vista della stagione:

Conte e Deschamps si vedeva che avrebbero preso quella strada. Piuttosto, sai una cosa? Ho giocato anche con Zidane, e non avrei mai pensato che Zizou sarebbe diventato l’allenatore che è. Ho giocato con Zidane, con Baggio, con tutti numeri 10 fantastici ed estrosi. Ma non te li immagini allenatori. Gattuso, da giocatore era un fumantino, ora è calmo, rilassato, riflessivo, bravissimo nella gestione”.