Moggi su Wanda Nara: “Con me neppure si sarebbe presentata”

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Luciano Moggi è stato intervistato da Peter Gomez nella trasmissione andata in onda ieri sul Nove, “Le confessioni”, e ha parlato di diversi argomenti, attuali e del passato del calcio.

Moggi nel corso dell’intervista ha commentato il ruolo, spesso inopportuno, di Wanda Nara:

“L’invasione di questa Wanda Nara, secondo me, è un’invasione di campo, non può parlare tutti gli anni del discorso del campionato, del prolungamento del contratto, tutti gli anni l’aumento. Con me, le devo dire, neppure si sarebbe presentata, è un procuratore che fa danni“.

Moggi prosegue commentando il complicato periodo vissuto a seguito di Calciopoli:

“Negli anni mi hanno accusato di far tante cose, tra cui quella di parlar con gli arbitri per decidere a tavolino le partite. Checché se ne dica, io mi dissocio completamente dal fatto. Anche Berlusconi un giorno andò ospite in un programma di Rai 2 dicendo “Noi sapevamo delle macchine Fiat” che, secondo il tribunale giudiziario, venivano regalate agli arbitri in cambio della vittoria dei match. La verità è che fece una battuta di cattivo gusto che non capì nessuno, e che non fece ridere. Probabilmente voleva così evitare di parlare della caduta radicale del suo partito, che stava colando a picco”.

Moggi risponde ad una domanda di Gomez, circa l’accusa di aver procurato prostitute agli arbitri della Coppa Uefa, partita Aek Atene-Torino.

Accusa alla quale l’ex dirigente ribatte, negando con decisione:

“Io assumevo delle ragazze brave con le lingue, che parlavano inglese, francese, tedesco e russo. Se poi tra loro accadeva altro, saranno fatti loro. Infatti anche la giustizia sportiva mi ha dichiarato estraneo ai fatti”, a cui poi Gomez aggiunge: Non l’ha considerata estranea ai fatti ma non poteva giudicarla perché quelle cose dovevano esser giudicare dalla UEFA, mentre loro giudicavano solo il CONI”.

L’ex dirigente ha rilasciato un commento anche su Diego Armando Maradona quando era al Napoli:

“Maradona è stato il più grande giocatore del mondo, ma i suoi problemi con la droga l’hanno distrutto. Noi abbiamo conosciuto due Maradona: quello che per le prime due ore si dimostrava una persona eccezionale, molto generosa ed altruista, e quello che quando prendeva confidenza si trasformava completamente, diventando un uomo che lasciava a desiderare. Era difficile da portare in campo, ma quando entrava in campo poteva vincere la partita da solo, e poi era impossibile portarlo fuori. Ho avuto tanti scontri con lui, ma lui come calciatore era comunque il numero uno”.