Juve: ecco le strategie per il dopo Allegri

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Spunta un interessante articolo sul Corriere dello Sport, stamane.

L’articolo fa leva sulla tensione che sta vivendo Allegri in questi giorni:

“Nervoso come un intero violino (non una semplice corda, diremmo mille corde), Max Allegri vive giorni complicati in casa Juve” si legge tra le colonne del quotidiano sportivo.

Prosegue l’articolo: “Al punto che avrebbe confidato a qualche amico l’insopportazione per un catastrofismo che non tiene conto di risultati, risultati e ancora risultati”.

“A simili condizioni, è facile pensare che a fine stagione sarà addio” scrive il quotidiano sportivo.

Comunque vada la Champions, stavolta la profezia del suo maestro Galeone può funzionare. A maggior ragione in queste ore, pensando alla Premier oppure a chissà quali altri pretendenti”.

“Qui è semplice accostare Zidane come erede al trono. Per quattro motivi: a) si è juventizzato da tempo: b) ha un eccellente rapporto con Andrea Agnelli: c) sa come vincere la Champions: d) favorirebbe il mercato Real (dopo Cristiano, anche Marcelo e Isco).

Ma prosegue ancora il Corriere dello sport affermando: “Non bastano? Certo che bastano. Però, attenzione.

E qui il quotidiano sportivo romano stila le altre ipotesi per la panchina bianconera:
“All’interno della Juve i fautori di Antonio Conte non sono semplicemente nostalgici. Il feeling era forte, fortissimo, non è mutato. E c’è chi rivedrebbe non bene, ma di più, un suo ritorno”.

Ricorda il CdS che “Era luglio 2014 quando Conte se ne andò malissimo, sbattendo la porta. Da allora i rapporti sono stati ricuciti, le istantanee recenti in compagnia di Andrea Agnelli sono un sorriso dietro l’altro”.

“A casa Conte sta andando perfettamente: anno sabbatico regolarmente bonificato (dal Chelsea), tentazione Real rimasta in cascina, l’Inter che va sempre messa in preventivo malgrado le smentite. Ma la storia del partito (bianconero) nostalgico va considerata, alla larga da qualsiasi superficialità”.

Oggi, intanto, parla Allegri: e c’è attesa per le sue parole dopo una settimana comunque convulsa.