La mamma di Cristiano Ronaldo: “Il tumore è tornato, combatto per la mia vita”

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La madre di Cristiano Ronaldo, Maria Dolores Aveiro, all’emittente televisiva Portugal TV, ha da poco rivelato di non godere di buona salute.

La madre del fenomeno portoghese della Juventus infatti, ha rivelato di avere un tumore al seno, contro il quale aveva già combattuto nel 2007.

A distanza di anni il male si è ripresentato, gettando nello sconforto la famiglia.

L’attaccante portoghese, che ha un rapporto molto stretto con la madre, a seguito delle cure ricevute dalla madre dopo la prima operazione, ha donato alla struttura che l’ha tenuta in cura e che l’ha aiutata a superare la malattia, circa 100.000 euro.

Donazione confermata dalla direttrice dell’ente benefico per il cancro, Isabel Aguiar:

“Ce lo aspettavamo perché ci aveva detto alla fine dell’anno scorso che lo avrebbe fatto. Andremo a costruire un piccolo centro nel giardino dell’ospedale centrale, per dare supporto ai malati di cancro”.

Alla tv portoghese, la madre di Ronaldo ha rivelato:

“Sono stata operata su un altro seno a Madrid, ho fatto la radioterapia e ora sto combattendo per la mia vita. Nessuno sa della seconda”.

Vita complicata quella della madre di CR7.

A partire dalla sua infanzia, trascorsa in un orfanotrofio a causa della morte della madre e di un padre violento, per poi proseguire con i problemi dati dalle difficoltà di avere accanto un marito alcolista.

Quattro i figli da lei cresciuti di cui l’ultimo, inaspettato, ha rischiato di non vedere mai la luce:

“Quando ho scoperto di essere incinta di Cristiano mi rivolsi ad un dottore per un’interruzione di gravidanza. Avevo trent’anni e tre figli, non mi sembrava il caso di allargare la famiglia visto che economicamente non ce la passavamo bene. Ma poi pensai: se la volontà di Dio è che questo bambino nasca, così sia”.

Di Ronaldo bambino racconta:

“Da piccolo era indisciplinato, la scuola gli interessava poco e passava le giornate a giocare a pallone. Era la mia disperazione, l’insegnante gli diceva che lo sport non gli avrebbe dato un futuro, ma lui non la ascoltava”.

Fu lei a spingerlo a Lisbona all’età di 12 anni per giocare nello Sporting, mamma severa, ma col senno del poi lungimirante, vista la strabiliante carriera del figlio.

Una donna coraggiosa e abituata alla lotta, che si spera che riesca a superare anche questa volta le difficoltà.