Milan-Higuain: Una separazione annunciata, sfiorata anche la rissa con Leonardo.

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Milan-Higuain, la verità: dal gran rifiuto di Marassi alla rissa sfiorata con Leonardo. Questa verità ce la racconta la Gazzetta dello Sport.

L’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus mette in motto la trattativa che porterà Higuain al Milan. Il 3 agosto diventa ufficiale l’operazione che riporta Bonucci alla Juventus, in cambio di Caldara e Higuain milanisti.

Gonzalo, in particolare, è contento perché Leonardo e Maldini lo hanno tirato fuori dalle sabbie mobili juventine.

Nessuno però in quel momento di euforia aveva fatto caso a quella finestra lasciata aperta in estate: il diritto di riscatto.

Il diritto di riscatto di Higuain rimasto in sospeso, si è rivelato una trappola in cui sono inciampati tutti. Lui per primo, finito in un autentico girone infernale.

Riportiamo la ricostruzione degli step che hanno portato al rovinoso epilogo.

Gonzalo è felice per l’operazione andata in porto
Il fondo Elliott ha autorizzato un’operazione che costa subito 18 milioni di euro e prevede un riscatto con altri 36 milioni. L’argentino si sente sicuro anche perché i vertici milanisti gli concedono un bonus di 2 milioni, il salario sale da 7,5 milioni sino a quota 9,5. Un premio di consolazione, in considerazione dello sbarco di CR7, con il suo stipendio di 31 milioni.

Il virus nascosto: si annida tra le pieghe del contrattato che nessuno verifica
Con l’arrivo di Ronaldo alla Juve il Milan è una vera e propria ciambella di salvataggio, così i Pipas non stanno lì a fare le pulci a quella quisquiglia, le modalità di riscatto. La logica dice che un club che spende 18 milioni non può gettare a mare l’investimento e rinunciare al riscatto del cartellino, anche se costa altri 36 milioni.

Esordio felice: Entusiasta Higuain ed entusiasmo dei tifosi
Gonzalo parte a mille, entusiasma San Siro e dimentica in fretta le ferite torinesi. Sono anche i giorni in cui Leonardo e Maldini lavorano sul morbido. Il cda dà loro fiducia, mentre continua la caccia al nuovo a.d., o meglio Gordon Singer si dedica a liberare Ivan Gazidis dall’Arsenal.

Higuain vuole Ibrahimovic
Sono giorni di passione al Milan. Sembra imminente anche i ritorno di Ibrahimovic, anche Gonzalo spinge per il suo arrivo. Il Milan è graditissimo a Zlatan, e i tifosi rossoneri ricambiano entusiasti per il ritorno del protagonista più luminoso dell’ultimo scudetto.

Il punto di svolta: Arriva il nuovo Amministratore Delegato
Arriva la fumata bianca sul nuovo AD del Milan: Gazidis . Il nuovo manager potrà insediarsi il 1° dicembre. E proprio quest’ingresso in scena cambia tante carte sulla tavola rossonera.

Cambia la rotta: no a Ibrahimovic e immediato no al riscatto di Higuain
Il nuovo AD impone subito l’alt all’acquisto del trentasettenne Zlatan Ibrahimovic: un innesto evidentemente gradito allo stesso Higuain. Ma in breve anche l’argentino finisce nel mirino delle statistiche del Ceo anglosassone. Ed è immediato l’input di rinunciare al suo riscatto dalla Juve, riscatto che era dato per scontato dall’entourage di Higuain.

Il virus che si annidava nel contratto (modalità di riscatto) entra in circolo
Un passo indietro lacerante, un cambio di direzione da gestire con grande cautela. E discrezione. Invece nel giro di pochi giorni la notizia arriva all’interessato, nuda e cruda. Un k.o. alle sue certezze. L’entourage del Pipita giura che l’improvvido messaggero è stato proprio Leonardo.

Milan – Juve: Il rigore sbagliato e l’espulsione
IL SOLCO — La certezza è che quel Milan-Juve dell’11 novembre ha già segnato un solco tra il centravanti dei sogni e il mondo milanista. Il flop dal dischetto e il rosso con i compagni che a stento lo trattengono aprono una voragine in cui sprofondano i suoi incubi. Quel futuro di nuovo in bilico è un tarlo che mina la quiete del Milan, anche per i nuovi richiami sarriani. Il Pipita ha i nervi a fette e chi gli è intorno lo capisce bene. Gatttuso prova a stargli vicino, ma anche lui è sulla graticola. E le mezze frasi in breve fanno da colonna sonora a sguardi sempre più cupi. Soprattutto quando a Milanello arrivano i plenipotenziari del club.

Il virus è letale: dalla rissa sfiorata alla frase “è l’ora di pedalare” che mette fine definitivamente ai rapporti con Leonardo.
I rapporti tra il centravanti e Leonardo vanno in frantumi. Autentiche sfide. Il passaparola dice che un giorno i due hanno addirittura sfiorato la rissa. Impossibile avere conferme, come scacciare i dubbi. Di certo il 9 gennaio Leo è teso alla presentazione del gioiellino brasiliano Paquetà. L’urticante «è l’ora di pedalare» è l’arma finale che porta a nuovi litigi e alla rottura definitiva.

Dal rifiuto di scendere in campo contro il Genoa al Chelsea 
La rabbia di Gonzalo macera  nel silenzio e si limita al gran rifiuto di Marassi, nel posticipo di lunedì scorso contro il Genoa. Il Chelsea è ormai dietro l’angolo.

Al tirar delle somme gli screzi con il dt brasiliano sono il condimento pepato di un’unione fallimentare per tutti. Con responsabilità divise in parti uguali.

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)