Malagò: “Allan? Dopo CR7 il migliore”

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Stamane sul Corriere dello sport, è stata pubblicata una lunga intervista al presidente del Coni Malagò.

Il presidente ha parlato a tutto campo toccando i più svariati argomenti.

Tra quelli calcistici ha colpito in particolar modo l’affermazione fatta da Giovanni Malagò in merito ad Allan, il forte terzino sinistro partenopeo oggetto del desiderio dei club di mezza Europa.

E mentre parlava del giovane talento della Roma Toniolo, all’improvviso Malagò vira su Allan con questa frase:

“Hai saputo di Allan? Il Napoli ha chiesto 120 milioni …Giocatore impressionante” dice Malagò che poi conclude lasciandosi andare ad un paragone magistrale: “dopo Cristiano Ronaldo il più importante del campionato” ha detto il presidente del Coni.

Poi riagganciandosi ai temi napoletani commenta anche Ancelotti sulla domanda che gli viene posta in questi termini: Ancelotti ti piace? L’avresti voluto alla Roma?

Ancelotti lo vorrebbero tutti, ma sono felicissimo di Di Francesco. Mi sono sempre speso a suo favore”.

A proposito di Toniolo ecco il pensiero di Malagò: “L’ho detto in epoca non sospetta: mi ricorda metà Totti e metà Kakà” ha detto.

Malagò ha poi parlato del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis:

nel corso della quale ha affrontato anche la polemica tra il patron azzurro e il Frosinone: “Aurelio è un amico di famiglia. Lui ha il modella della franchigia NBA. Se potesse, iscriverebbe il Napoli alla Bundesliga. Le radici del nostro calcio sono di avere il Frosinone, ma oggi la forbice tra grandi e piccole si è molto allargata. Vale nel calcio come nella società. Non è bello, ma è un dato di fatto”.

C’è spazio anche per una battuta sul caso Koulibaly: “Sto tutta la vita dalla sua parte, con il cuore e con la pancia concordo con Ancelotti, ma le leggi vanno rispettate. Se no, salta il banco”.

Infine sulla mancata possibilità di organizzare le Olimpiadi a Roma Malagò ha detto: “Non è una ferita rimarginata, è stata una clamorosa occasione perduta e la Storia mi sta dando ragione. Siamo stati sfortunati in quel dato contesto. Sono convinto che, con le condizioni di oggi, l’amministrazione avrebbe detto di andare avanti. Le elezioni e la campagna ideologica fondata su elementi non oggettivi hanno portato a quelle valutazioni. Tu pensi che Parigi oggi si sarebbe candidata? Stessa cosa, penso a Londra 2012, oggi con la tematica Brexit. Nella vita è sempre così, le circostanze decidono. Incredibile che, a distanza di neanche tre anni, ci troviamo nella condizione di poter vincere con Milano. Oscillo tra rammarico e orgoglio”.