Calciopoli, Moggi: “la verità sta venendo alla luce”

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Calciopoli, Luciano Moggi non si arrende.

L’ex dirigente bianconero ha parlato dopo la recente sentenza della Corte d’Appello di Napoli che ha negato il risarcimento danni a Brescia e Bologna.

Ecco che cosa ha dichiarato Moggi: “Piano piano stanno venendo alla luce tutte le cose fatte male. Questa sentenza ci scagiona completamente dal pagare il risarcimento e dice chiaramente che Bologna e Brescia sono retrocesse per conto loro, non per condizionamento dei campionati”.

Luciano Moggi commenta così, all’Adnkronos, la sentenza della Corte d’Appello di Napoli che ha negato appunto il risarcimento danni a Brescia e Bologna per Calciopoli.

Prosegue Moggi con queste parole:

Se avessero voluto trovare un condizionamento vero del campionato bastava andarsi a leggere le intercettazioni di Carraro (all’epoca presidente Figc, ndr) quando diceva al designatore Bergamo che dovevano essere aiutate Lazio e Fiorentina perché non dovevano retrocedere”.

E ancora dice Moggi “O quando nel novembre 2004, quando noi andavamo a giocare a Milano contro l’Inter, fece una telefonata a Bergamo per dirgli di non aiutare la Juve”, ammonisce l’ex dg bianconero.

Secondo Luciano Moggi infatti “il condizionamento al campionato non è stato fatto da noi ma dai quartieri alti, specialmente da Carraro”.

Conclude l’attuale opinionista del quotidiano Libero: “Ora finalmente i giudici hanno potuto lavorare in maniera tranquilla, cosa non accaduta durante Calciopoli, e hanno capito: sono contento di questo, anche se dispiaciuto di quanto è stato fatto in passato”.

Già poche settimane prima Moggi riprendeva il tema calciopoli allorquando la Juventus aveva deciso di non fermarsi e richiedere la restituzione degli scudetti revocati.

La Juventus ha vinto quello scudetto e anche quello dell’anno prima sul campo e senza escamotage“.

L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, aveva commentato così,la decisione del club bianconero di fare ricorso al Coni per il titolo di campione d’Italia assegnato all’Inter nel 2006.

“La sentenza della Corte di Appello di Milano -aggiunge Moggi- conferma che l’allora presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti, ‘faceva lobbing con gli arbitri’, mentre l’ex Procuratore Figc, Stefano Palazzi, attestava che in quel modo l’Inter era passibile di illecito. Consideriamo anche che quella squadra aveva confezionato un passaporto falso per Recoba, per tesserarlo da comunitario pur essendo extracomunitario”.

Fonte: www.sportfair.it