Gli auguri social a Moreno Torricelli, il falegname diventato campione del mondo con la Juve

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Buon compleanno a Moreno Torricelli!

Gli auguri sui social per l’ex terzino sono davvero tanti: la Juventus, gli ex compagni di squadra e, sopratutto, tantissimi tifosi bianconeri, che ancora ricordano la parabola straordinaria di Torricelli: dal calcio di periferia alla squadra più titolata d’Italia, senza tappe intermedie.

La storia di Torricelli è da Libro cuore. Lavora in una falegnameria della Brianza e per passatempo gioca a calcio in una squadra che disputa il Campionato Dilettanti.

Dalla Brianza a Torino il passo è lungo, ma la lungimiranza di Trapattoni lo rese possibile. Il Trap, durante un’amichevole disputata dalla Juve in Brianza, fu impressionato dalla grinta del giocatore e convoca Torricelli a Torino per uno stage, e a Torino rimase.

A Torino il Calimero brianzolo si trasforma in cigno. Nelle stagioni 1994-’95 e 1995-’96 con la Juventus vince sei competizioni: vince lo scudetto, la Coppa Italia, la Champions League, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa italiana e la Supercoppa europea. Per Torricelli arriva anche la convocazione in Nazionale totalizzando 10 presenze.

Riportiamo le parole di Torricelli che racconta com’è iniziata la sua storia: «Era il 1992. La Juve doveva giocare alcune amichevoli di fine stagione ed io fui aggregato alla squadra come prestito. In quel periodo ero seguito da alcune società di C, insomma qualcosa si sarebbe mosso. Giocai bene, credo che Trapattoni abbia apprezzato la mia grinta, la determinazione, la fame che avevo. E così per l’anno dopo chiese alla società di acquistarmi».

E infine la cosa più bella dell’avventura  in bianconero: «La Coppa dei Campioni a Roma nel 1996. Ricordo tutto: la notte insonne, il viaggio in pullman fino allo stadio, la formazione letta dal Mister due ore prima, l’adrenalina che ti scuote. E poi il campo. La vittoria. La Coppa e il palco. E gli occhi di Vialli che brillano, perché il treno stavolta si è fermato. La gioia per aver giocato una delle più belle partite della mia vita, correndo per due ore».