Bernardeschi rivela i retroscena del suo passato da calciatore

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Federico Bernardeschi per la prima volta racconta gli episodi più delicati della sua carriera calcistica.

“Quando avevo 16 anni stavo per entrare nella Primavera della Fiorentina e durante un controllo fisico di routine il team medico mi trovò un problema” racconta Federico

Bernardeschi continua, “Svolsi degli accertamenti scoprendo che il mio cuore era allargato”.

Bernardeschi racconta ancora oggi quei momenti, visibilmente emozionato: “I dottori mi dissero di non sapere se sarei stato in grado di giocare ancora a calcio. Non ci potevo credere”.

Racconta ancora Fede, “Mi sono dovuto fermare per sei mesi e sono stati i sei mesi più difficili della mia vita. Vivevo da solo a Firenze e non avevo niente da fare. Alla fine, con alcuni cambiamenti dietetici e una medicina, riuscii a superare il problema”.

“Questo momento mi ha reso sicuramente più consapevole della fragilità del mio viaggio, facendomi godere maggiormente i miei successi”.

Qualche parola anche poi per l’ex capitano viola Davide Astori:

“Ho pensato a lui molte volte durante il mio trasferimento alla Juventus nell’estate 2017. Gli ho parlato prima di andarmene da Firenze, lui ha capito, ma non è stato facile”.

Alcune settimane dopo la sua morte, mi sono tatuato il suo numero accanto all’Ave Maria. Ora, ovunque io vada, lui è con me, protetto per sempre”. Infine sul suo percorso con la Juve dice: “Sono incredibilmente orgoglioso di essere alla Juventus ora”.

“Questo club e la città di Torino sono diversi da quelli in cui ho giocato prima. Ogni cliché che ogni nuovo giocatore della Juve butta lì sulle vittorie e sulla cultura sportiva è proprio vero! Dall’allenatore al fisioterapista al personale della cucina … tutti vogliono solo vincere. La vittoria è tutto”.

“È un’ossessione. Ed è così anche per me adesso” ha concluso il giovane campione bianconero,  che se si potesse tatuare il DNA bianconero siamo certi che lo farebbe di corsa viste le parole che ogni volta spende per quello che è il club che lo ha voluto fortemente quando a Firenze iniziava a fare vedere il suo talento cristallino.