La campagna denigratoria #JuveOut è la prova che ai perdenti piace vincere facile

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Molti i delusi a seguito della conquista della Supercoppa Italiana, da parte della sempre più vincente Juventus.

E, si sa, le squadre vincenti attirano le invidie di gran parte delle tifoserie dei club avversari.

Il Milan in testa, dal momento che è stato proprio il club rossonero a soccombere contro la Vecchia Signora.

E il malcontento negli scorsi giorni è diventato virale su Twitter, fino a trasformarsi in una vera e propria campagna contro la Juventus, con l’hashtag #JuveOut, che ha rapidamente scalato la classifica dei trend.

Il bersaglio principale è la Vecchia Signora, ma non sono state utilizzate parole delicate neanche nei confronti dell’arbitro Banti, accusato sui social di aver favorito la squadra bianconera nella sfida di Supercoppa.

Con l’hashtag #JuveOut, i sostenitori (poco sportivi, c’è da dirlo) di altre squadre, Milan, Napoli, Inter su tutte, hanno iniziato a inondare il social con i loro messaggi.

E c’è chi addirittura si augura un’esclusione della Juventus dal campionato di calcio, accusando il club bianconero di rappresentare un calcio poco pulito, che vince solo grazie ai favori arbitrali.

L’invidia, si sa, porta a non riconoscere le capacità degli altri.

È più facile accusare gli altri di non essere leali, piuttosto che, con onestà, prendere coscienza dei propri limiti e lavorare per migliorarsi.

Sette sono gli scudetti che la Juventus ha portato a casa e, se le altre squadre continuano a non tentare di migliorarsi, tra qualche mese assisteremo ai festeggiamenti per l’ottavo.
Per non parlare della Coppa Italia portata a casa quattro volte, così come la Supercoppa Italiana, oltre a due finali di Champions League.

Per cambiare idea sulla Juventus, basterebbe dare un’occhiata ai numeri portati a casa dalla Vecchia Signora, per capire che ha raggiunto i livelli di eccellenza, grazie alla sua preparazione, serietà e competenza.

Non si migliora, tentando di screditare gli altri.

Un tifoso onesto e maturo dovrebbe essere in grado di riconoscere le capacità degli avversari e supportare la propria squadra, non denigrando le altre, ma chiedendo al proprio club di fare sempre meglio.

Fino ad arrivare, se si hanno le capacità, ad eguagliare i numeri delle altre squadre avversarie.