Rottura tra Higuain e il Milan. Sullo sfondo, Leonardo

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Un Milan in gran confusione.

È questa l’impressione che il club rossonero ha dato di sé in questo periodo.

Ai titoli di coda l’avventura di Gonzalo Higuain, sbarcato al Milan con un bagaglio di speranze e buone intenzioni di far bene.

Tutti buoni propositi purtroppo disattesi per il club rossonero.

Impegnativo dal punto di vista economico, 9 milioni di euro per sei mesi di prestito dalla Juventus, e un ingaggio da quasi 10 milioni di euro, il Milan non ha poi visto ripagato il suo investimento su Higuain.

Modeste prestazioni e appena 8, infatti, le reti messe a segno dal giocatore argentino, risultato davvero mediocre per un giocatore del suo livello.

Ma, nonostante questo, Higuain, nel corso della sua permanenza nel club rossonero, ha avuto sempre pieno sostegno dal suo allenatore Gattuso.

Prezioso alleato e con il quale ha instaurato un rapporto di stima e rispetto, percepibile da tutti.

Altrettanto non si può dire del rapporto tra Higuain e la dirigenza rossonera, in particolare con Leonardo.

Pesanti le parole pronunciate dallo stesso Leonardo il giorno prima della partita contro la Spal, quando mise in discussione il riscatto di Higuain, legandolo alla qualificazione in Champions.

E in molti ebbero la sensazione che quelle parole fossero l’anticamera di un abbandono.

Seguì poi quella pesante dichiarazione: “Pipita ora pedala”, alla presentazione di Paquetà, dichiarazione che innervosì non poco il giocatore argentino, che da quel momento in poi iniziò a portare il cuore altrove, verso il Chelsea per l’esattezza.

In molti avevano sperato che l’arrivo di Leonardo al Milan riuscisse a portare nuove energie e le competenze necessarie per dare vita ad un progetto di ristrutturazione del club rossonero.

Ma gli eventi dell’ultimo periodo fanno supporre che la fiducia fosse decisamente mal riposta.

Impossibile non notare che la gestione del calciatore argentino sia stata gestita dalla dirigenza in maniera decisamente inadeguata, certamente non all’altezza di un grande club come lo è il Milan.

Senza dubbio la vicenda ha evidenziato una situazione di debolezza dello staff dirigenziale, chiamato a fronteggiare una vicenda che sarebbe stata da gestire in tutt’altro modo.

L’assenza di Higuain nella foto di gruppo con lo sceicco, le giustificazioni discordanti sui motivi, dalle sedute di fisioterapia, al successivo stato febbrile, hanno reso la vicenda caotica e paradossale.

L’unico mandato al fronte è stato Gattuso, che si è prodigato in spiegazioni e non ha mancato di prendersi le sue responsabilità.

Mentre lo staff dirigenziale della Juventus era attivo e presente, la dirigenza del Milan semplicemente è stata latitante.

Una totale mancanza di capacità nella gestione dei rapporti e, soprattutto, nella comunicazione da parte del club rossonero.

Leonardo era Milano, e gli altri dirigenti non hanno ritenuto opportuno rilasciare dichiarazioni sulla vicenda, inevitabilmente sfuggita di mano.

E si giunge ad oggi. Solo poche ore, e Higuain si potrà ritenere definitivamente perso.

A Gattuso rimangono i grattacapi. Difficile, infatti, riuscire a trovare un sostituto degno di Higuain.