Milan, ecco perché è sbagliato rievocare l’episodio di Muntari per giustificare la sconfitta di Gedda

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Il Milan no ci sta.

I rossoneri rientrano da Gedda con l’amaro in bocca.

Ne è prova l’editoriale che è apparso sul sito web di calciomercato.com, pubblicato dall’opinionista e tifoso del Milan Cristiano Ruiu.
Ecco uno stralcio del suo pensiero circa la sconfitta dei rossoneri in supercoppa:

“Con una squadra rimaneggiata e di due categorie di differenza rispetto alla Juve, abbiamo giocato alla pari e, addirittura in inferiorità numerica, abbiamo creato i presupposti per pareggiarla all’87esimo” esordisce l’opinionista.
In effetti si è visto un gran bel Milan, capace di giocare una partita a viso aperto come in pochi hanno fatto in questi anni, contro i campioni d’Italia.

Prosegue il giornalista, “Purtroppo è finita nel solito modo: con l’arbitro Banti che preferisce non consultare il Var per non correre il rischio di dare un rigore che le immagini avrebbero rivelato “solare”. L’epilogo ricorda tristemente tanti altri episodi, non ultimo quello di Muntari che fece storia”.

E qui ci permettiamo di dissentire, perchè la gara va letta nella sua interezza, in quanto sono stati ravvisati episodi dubbi a sfavore di entrambe le contendenti.

L’epilogo della gara di Supercoppa non ricorda l’episodio di Muntari che ogni volta si cerca di stigmatizzare per giustificare il crollo dell’allora Milan in quel famoso campionato (non una gara secca, ma un campionato!).

Ed in effetti il Milan quell’anno non solo è crollato ma addirittura è tracollato con tutte le vicissitudini societarie che ne sono conseguite negli anni successivi. E non è un caso che invece la Juve è decollata: erano semplicemente i primi sintomi dell’ascesa della Juventus e della discesa del Milan.

Ruiu, l’opinionista di calciomercato.com prosegue la propria disamina sostenendo che: “Rimane l’ottimo lavoro fatto da Gattuso che tatticamente ha imbrigliato la Juve e ha dimostrato che il Milan ha la compattezza per giocarsela fino a fine stagione per entrare in Champions League. La strada passa obbligatoriamente dal futuro di Higuain scrive.

Il noto giornalista sostiene che “A livello di comunicazione il Milan ha gestito malissimo il mezzo forfait in Supercoppa dell’argentino, l’imbarazzo è stato palpabile e si è intuito a chilometri di distanza. Il solito Nedved ne ha approfittato con quel malizioso “ne parliamo domani” nell’immediata vigilia della finale. La rabbia del Pipita nel dopopartita non mi è sembrata quella di uno che è già sicuro di andar via”.

Questo passaggio dell’editoriale fotografa esattamente lo stato attuale della dirigenza rossonera a dir poco imbarazzante che è caduta nel ridicolo gestendo in maniera pessima la questione “Pipita”, che mai la dirigenza di matrice ‘berlusconiana’ avrebbe gestito in cosi malo modo.

Una magrissima figura agli occhi del mondo del pallone, inaccettabile per una squadra che sino a pochi anni fa era abituata a comandare in casa propria ( garantendo disciplina dentro e fuori lo spogliatoio) ed in Europa senza mai farsi mettere i piedi in testa da chicchessia.

Condividiamo pianamente la disamina che recita che “Da oggi si comincia a trattare e secondo me il Milan dovrebbe stare alla finestra perchè non è interesse del Milan forzare in un senso o nell’altro. Le posizioni sono chiare: Higuain vuole partire, il Chelsea lo vuole, la Juve vuol incassare i soldi della cessione. Al Milan serve un centravanti per provare ad arrivare quarto. Quindi che interesse ha il Milan ad agevolare l’operazione dando alla Juve i soldi che vuole per perfezionare la cessione definitiva dell’argentino ai Blues?”

Nella sostanza, il Milan ha bisogno di una società forte, dotata di mezzi finanziari notevoli per costruire una squadra di campioni o aspiranti campioni da assemblare e trattenere.

Il Milan non ha bisogno del Bonucci di turno o dell’Higuain di turno.
I rossoneri avrebbero dovuto, a suo tempo, trattenere Bonucci ed inserire Higuain.
L’operazione all’epoca è stata ritenuta economicamente irrealizzabile?
Bene. Allora a che serve fare un’operazione che sa tanto di gioco dell’oca?

Fonte: Calciomercato.com