Giorgetti: “I tifosi violenti saranno isolati con aiuto delle Forze dell’Ordine”

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Giorgetti ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport.

La prima domanda che viene posta al Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport è la seguente:

Quale è lo stato di salute dello sport italiano?

Il sottosegretario risponde così:
“Innanzitutto lo stato di salute dello sport non dipende dal Governo, ma dipende dalle decine di migliaia di volontari che tengono in piedi il mondo dello sport” dice Giorgetti .

Prosegue ancora il sottosegretario: E lo sport riflette il Paese, grandi eccellenze e delle carenze. Quello che stiamo cercando di fare come Governo è di creare le condizioni affinché tutti quelli che vogliono fare sport in questo Paese lo possano fare senza appesantimenti burocratici, vessazioni fiscali ed altro”.

La seconda domanda verte sul primo provvedimento forte preso dal Governo dopo dopo i fatti di Santo Stefano a Milano, ovvero lo spostamento per volontà del Viminale della partita Genoa-Milan dalle 21 alle 15. In un giorno feriale, di pomeriggio, con penalizzazione dei tifosi.

“Il fatto è – dice Giorgetti – che di partite a rischio, non ce ne dovrebbero essere” prosegue Giorgetti – le partite a rischio debbano essere giocate alla luce del sole, probabilmente ai fini dell’ordine pubblico è positivo”.

“Per quanto riguarda Genoa-Milan, il problema è che si gioca di lunedì per motivi di calendario internazionale”.

“Quindi – prosegue il sottosegretario – è evidente che giocare di lunedì pomeriggio, di un giorno lavorativo non è sicuramente l’ideale. La decisione ormai è presa e rimarrà tale”.

“Mi rendo conto – dice l’esponente leghista – che per coloro che sono abbonati e che in qualche modo hanno diritto a vedere la partita, non sia l’ideale”.

Continua ancora Giorgetti : “credo che più complessivamente tutta la programmazione del calendario debba tenere conto da un lato di quelle che sono le esigenze dell’industria, anche televisiva, legata alla dimensione del mondo del calcio, e per le situazioni dove c’è un’oggettiva situazione di criticità e delicatezza, valutare quali sono le soluzioni organizzative migliori. Anche all’estero si fa, con un po’ di intelligenza e buonsenso queste situazioni si risolvono”.

Si passa poi all’argomento ultras. Qui parliamo – precisa il cronista di Sky –  del problema di chi delinque, non della parte sana della tifoseria. Non si può affrontare la questione se non considerando anche le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle curve, e tutto ciò che in questo mondo va ben oltre il calcio. Quanto pesa l’arma di ricatto in mano a chi delinque?
ecco la risposta di Giorgetti:

“Il tema dell’impegno da parte delle società sportive di contrasto al fenomeno degli ultras violenti, credo si sia già concretizzato visibilmente nel fatto che questi incidenti non avvengono all’interno degli stadi, ma fuori. La dimensione calcistica e sportiva è soltanto un pretesto per questi violenti per darsi appuntamento in determinate località e scazzottarsi, talvolta con situazioni luttuose come quella accaduta a Santo Stefano”.

Conclude poi il sottosegretario Giorgetti: “L’impegno che ci deve essere da parte delle società di calcio, con la collaborazione delle Forze dell’Ordine, di isolare sempre di più e, io ho usato il termine ‘sterilizzare’ questi violenti ed impedire che il proselitismo possa andare avanti nelle curve. Perché poi funziona così, è autoalimentato da nuove leve che arrivano e che vengono portare a partecipare ad episodi di violenza” sostiene Giancarlo Giorgetti.

Fonte: Sky Sport