“Se l’Inter ha fatto il triplete, questa Juve può fare il quadriplete”

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Sorride Allegri e fa bene.

Scrive la Gazzetta dello Sport: “A Gedda arriva il primo trofeo stagionale, il decimo sulla panchina della Juventus”.

“Finora – prosegue la Gazzetta – il bilancio parla di 4 scudetti, 4 Coppe Italia e due Supercoppe italiane dall’estate del 2014″.

Ecco le parole a caldo del Mister bianconero: “è stata una partita divertente con diverse occasioni, affrontata nel migliore dei modi”, ha detto Allegri ai microfoni RaiSport.

“In particolare abbiamo fatto una buona prima mezzora. Il Milan è stato bravo a contenerci. Noi, però, una volta in superiorità numerica, potevamo fare meglio e segnare il 2-0. Abbiamo subito tre ripartenze lasciando a loro l’uno contro uno, quando potevamo fare più possesso palla. Nessun grande rischio, ma potevamo gestirla meglio”.

Prosegue l’allenatore bianconero: “stasera faceva molto caldo”.
Continua Allegri. “Era la seconda partita decisiva dopo la sosta. Era importante portarla a casa”.

E su Cristiano Ronaldo il tecnico livornese conclude: “Cristiano è il nostro valore aggiunto. È arrivato a Torino per decidere le partite e così sta facendo. È il nostro migliore giocatore, anche oggi si è mosso molto bene. LO ABBIAMO PRESO PER QUESTO”.

Ecco, appunto, lo hanno preso per questo, per vincere le finali e le partite complicate, come lo era quella di Gedda fino a quando Cristiano Ronaldo non l’ha decisa.

E qui ci ricolleghiamo ad un editoriale uscito su calciomerato.com e che condividiamo pienamente. Eccone un passaggio che da un quadro della potenza devastante della Juventus di Max Allegri e del centravanti portoghese “preso per questo”.

“I numeri non dicono tutto, ma tanto: è la sedicesima rete della sua prima stagione italiana (e siamo solo a metà gennaio), la diciassettesima nelle 24 finali della sua carriera comprese Manchester United e Real Madrid, l’ottava nelle sue ultime 7”.

Prosegue l’editorialista “Ronaldo è perfino oltre queste cifre, è il totem che spaventa ogni avversario, è la certezza di un successo. Quando ad Ancelotti, ai tempi del Real, chiedevano quale fosse il suo schema preferito, rispondeva scherzando (ma non troppo): “Facile, palla a Cristiano e tutti ad abbracciarlo”.
Scrive ancora calciomercato.com: “È il suo primo trofeo italiano, è come un rodaggio per una stagione in cui lui e la Juventus vogliono tutto. Se l’Inter (con Milito) ha fatto tripletta, la Juve (con Ronaldo) può fare quadripletta. La confidenza di questo giocatore con partite di questo tipo è tale da far sperare che possa davvero accadere”.

“Gioca su tutto il fronte d’attacco, un po’ meno a destra. Parte spesso dal lontano, ma se finora le statistiche dicevano che, rispetto al passato, il Ronaldo bianconero conclude più di frequente da lontano, nella partita contro il Milan si è riappropriato dell’area di rigore. Può darsi che assegnare il Pallone d’Oro a Modric sia stato un atto di giustizia per quanto è successo al Mondiale in Russia, ma è Ronaldo il giocatore che accetta tutte le sfide e se continuerà a vincere anche in Italia (non solo la Supercoppa, ovviamente), sarà lui il migliore al mondo e nessuno potrà metterlo in discussione” conclude l’editorialista di Calciomercato.com