Giorgetti: “Ancelotti dovrebbe capire la responsabilità dell’ordine pubblico”

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GIANCARLO GIORGETTI

Disciplina sulla sicurezza negli stadi.

È questo il tema del convegno che si sta tenendo in queste ore al Mapei Stadium.
Il convegno il cui preciso titolo è “Calcio e ordine pubblico, l’evoluzione della disciplina sulla sicurezza negli stadi”, è ancora in fase di svolgimento.
A parlare tra i primi è l’onorevole Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri con delega allo sport.

Giorgetti ha subito affrontato il tema relativo alle parole di Carlo Ancelotti, tecnico del Napoli, in merito alla sospensione della gara per cori razzisti.

Queste le parole di Giorgetti: “Se abbraccerei umanamente Ancelotti in caso di sospensione della gara per cori razzisti? Umanamente lo capirei, ma anche lui dovrebbe capire e interrogarsi circa la responsabilità dell’ordine pubblico che va disciplinato: coinvolge 50-60 mila persone che ad esempio dovrebbero lasciare ordinatamente lo stadio”.

Giorgetti aggiunge anche che “la chiusura degli stadi è una sconfitta dello Stato e una cosa sulla quale si deve lavorare e soprattutto la giustizia sportiva deve agire prima, a monte”.

Inoltre dice Giorgetti, “bisogna far sì che il fair play stia alla base dell’educazione, va insegnato nelle scuole calcio”.

A parere del sottosegretario,“il calcio ha una responsabilità sociale enorme sulla formazione del carattere e sull’educazione dei ragazzi. Dobbiamo bonificare lo sport, a partire dai campetti di periferia”.

Il sottosegretario mette in guardia la platea dicendo: “non togliamo il sogno ai ragazzini di andare allo stadio a tifare la propria squadra, ma diamogli però la cultura necessaria per capire che non deve farsi attrarre dalla delinquenza che spesso si annida nelle curve degli ultrà”.

Poi il sottosegretario con delega allo sport si pronuncia in merito al fenomeno della violenza negli stadi:
“c’è una produzione normativa significativa, c’è tutto quello che ci deve essere. Qualcosa si può migliorare o affinare, ma se ci fosse un’applicazione rigorosa o pene esemplari, probabilmente non sentiremmo la necessità di emettere ulteriori norme o aggravanti” dice Giorgetti.

“Si può fare, però costruiremmo un castello che forse alla fine non realizza risultati” conclude il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri con delega allo sport.