Galeazzi: “bisteccone è più vivo che mai”

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Giampiero Galeazzi torna a parlare e fa chiarezza.

“Bisteccone” ha rilasciato un’intervista a Fuorigioco, il settimanale della Gazzetta dello Sport.

Il popolare giornalista sportivo prima fa mea culpa in merito alla sua presenza a “domenica in” di qualche settimana fa:

“E’ stato un errore presentarmi a Domenica In sulla sedia a rotelle. Sui social mi hanno già fatto il funerale ma io sono ancora vivo, eh”.

Galeazzi ci tiene a chiarire:

Ho sbagliato a presentarmi da Mara Venier in quel modo. La verità è che sono reduce da un’operazione al ginocchio sinistro, mi muovo con le stampelle. Lo studio era pieno di cavi e, per non rischiare, un assistente ha pensato bene di mettermi su una carrozzina”.

Galeazzi smentisce anche di avere il Parkinson e i suoi fan siamo certi tireranno un sospiro di sollievo:

“Non ho il Parkinson, ho problemi di diabete. La salute va su e giù, come sulle montagne russe. Ho sbalzi di pressione, gonfiore alle gambe. Quando mi emoziono, mi tremano le mani, ma non sono messo così male. A 72 anni ho anche perso un po’ di chili”.

Già, proprio i fan di “Bisteccone” si erano mobilitati sul web nei giorni scorsi per incoraggiare il telecronista a tenere duro, a non mollare, travolgendolo di messaggi d’affetto.

E Galeazzi commenta emozionato:

“Inaspettato, questo ritorno di popolarità mi aiuta. La gente non mi ha dimenticato. Il soprannome che mi ha reso celebre fu inventato dal radiocronista Gilberto Evangelisti. Ero alto, massiccio, lui mi vide e disse: “Ma chi è ‘sto Bisteccone?'”.

Di cosa va più fiero della sua carriera: “Io nasco e muoio telecronista. Ho inventato le interviste prepartita e appena finita la gara prendevo i calciatori sotto braccio e li confessavo prima di tutti. L’idea di far intervistare a Maradona i compagni dopo la vittoria dello scudetto fu geniale”.

Giampiero Galeazzi conclude l’intervista parlando dei futuri telecronisti e non ha dubbi su Pardo:

Pardo mi somiglia, ha fatto il mio stesso percorso sul piano della simpatia, poi è romano, un gaudente. Piccinini mi piaceva, ora mi sembra troppo fabbricato. Non dimentico Caressa che nel 2006 in Germania fu l’unico a stringermi la mano dicendo: ‘Grazie Gian Piero, lei è stato quello che ha aperto una nuova strada nella telecronaca sportiva’”.

Fonte: La Gazzetta dello Sporthttps://www.gazzetta.it/fuorigioco/13-01-2019/fuorigioco-galeazzi-ehi-non-sono-morto-bisteccone-piu-vivo-che-mai-320307458262.shtml