Golf, Ryder Cup: soldi pubblici stanziati dal Governo Renzi e circuito al collasso

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Stamane sul Fatto quotidiano è apparso un’interessante articolo.

Il giornale diretto da Marco Travaglio ha posto l’accento su alcune distorsioni che attanagliano in questo caso il mondo dello sport.

Distorsioni economiche causate da decisioni politiche dell’allora Governo Renzi in merito al finanziamento con soldi pubblici della più grande manifestazione golfistica al mondo: Ryder Cup.

Già in un precedente articolo il Fatto Quotidiano aveva evidenziato queste anomalie, mettendo in evidenza come la Ryder Cup, uno dei più grandi eventi sportivi del pianeta, sta facendo fallire il circuito del golf:

“un salasso per la Federazione, e pure per i suoi appassionati che in futuro dovranno pagare di più per accollarsi i suoi costi” recitava il precedente articolo del Fatto quotidiano.

Ora l’autorevole quotidiano diretto da Travaglio, enfatizza quanto scritto nei precedenti articoli, con delle prove tangibili.

“Nei pressi di Roma – scrive il Fatto quotidiano – sorge la struttura golfistica “Marco Simone” di Lavinia Biagiotti” si legge.

Precisa il quotidiano, che nella struttura sopracitata, “nel settembre del 2022 si giocherà la Ryder Cup, prestigioso torneo di golf a squadre che oppone i migliori giocatori europei a quelli statunitensi, una delle più importanti e seguite manifestazioni sportive del pianeta (alle spalle solo di Mondiali di calcio e Olimpiadi)”.

Per la prima volta, finalmente, in Italia, grazie agli sforzi del presidente della FederGolf, Franco Chimenti” scrive ancora Il Fatto.

Ma attenzione! precisa poi il quotidiano:

“grazie anche ad un’offerta faraonica: nel 2016 il governo (Renzi ndr) aveva stanziato 60 milioni di euro per l’organizzazione, più altri 100 a garanzia”.

“Stanziato – sentenzia il Fatto quotidiano sarcasticamente – è un parolone”.

Ma, udite, udite, prosegue il giornale diretto da Travaglio: “l’esecutivo a guida Pd (a Palazzo Chigi c’era ancora Matteo Renzi, insieme al fedelissimo Luca Lotti come ministro dello Sport) aveva più che altro nascosto in una tabella della legge di bilancio i ricchi contributi, salvo poi venir travolto dalle polemiche una volta scoperta la manovra”.

Ricorda ancora Il Fatto Quotidiano, “dopo un polverone che aveva anche messo a rischio il torneo, il governo se l’era cavata approvando la garanzia a colpi di maggioranza e assicurando che neanche un centesimo sarebbe finito ai privati”.

Ma invece, a due anni di distanza, le cose non sono proprio andate come aveva spergiurato il Governo Renzi: il primo “Open day” della Ryder, è stato un flop!

A certificare il flop c’erano i cronisti del Fatto che hanno seguito dall’inizio l’intera vicenda.

“Erba spelacchiata, campo stravolto tra cumuli di terra smossa e recinzioni per i lavori già iniziati. Casolari fatiscenti e scoloriti, gli interni del ristorante tirati a lucido per l’occasione ma neanche troppo. Gli unici spazi presentabili, guarda caso, sono quelli al piano inferiore del “Biagiotti store“, zeppo di prodotti griffati da acquistare” scrive il Fatto.

Il quotidiano certifica intanto che l’impianto non è pronto.

“Di qui al 2022 c’è ancora molto da fare – scrive il giornale -, ma i proprietari non sono spaventati: hanno già trovato i finanziamenti per i lavori necessari. La ristrutturazione costerà circa 11 milioni di euro, in buona parte pagata (anche) dallo Stato nonostante le promesse”.

Conclude il Fatto quotidiano con un dato incontrovertibile:

“Sta di fatto che la scelta (della struttura) alla fine è caduta proprio sul club di Lavinia Biagiotti, inseritissima nel jet set romano (e buona amica del n.1 del Coni, Giovanni Malagò), che grazie alla Ryder potrà rifarsi il club di famiglia praticamente a costo zero”, con soldi pubblici stanziati dall’allora Governo Renzi.

Il Fatto quotidiano entra anche nel merito della
“Formalmente i fondi governativi servono per aumentare il montepremi dell’Open (condizione imposta da Ryder Cup Europe, la società che detiene i diritti della manifestazione)”.

“Di fatto, però, con la scusa di un canone di affitto del campo in vista del torneo, la Federgolf paga anche il suo restyling”.

La Fig, pensate, ha sborsato un milione e mezzo. “È un ente di diritto privato, ma sotto il controllo del Coni che contribuisce al bilancio per quasi il 50%: anche questi sono in un certo senso soldi pubblici”.

Lo ribadiamo: ecco perché è ora che finalmente il Governo metta mano alla Riforma dello sport e del Coni.

Ben venga la nascita della società “Sport e Salute”, accompagnata da nuove regole.

Fonte: Il Fatto quotidiano

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