Classifica multe: a “dominare” è il Napoli

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Le cosiddette “multe invisibili”.

Vengono definite in questo modo le “punizioni” dal blogger juventino Antonio Corsa, da cui è stato raccolto quest’incredibile dato.

Un dato molto attuale in questo periodo, e ancora di più oggi in concomitanza dell’incontro voluto da Matteo Salvini tra mondo del calcio e politica per porre un freno all’escalation di brutti episodi che si stanno verificando all’interno del rettangolo di gioco ma anche e soprattutto fuori dallo stadio.

Si tratta dei provvedimenti disciplinari del Giudice Sportivo nei confronti delle squadre di Serie A per “atti di vandalismo, violenza o lancio di oggetti, fumogeni o petardi”.

A riportare questa speciale classifica è il sito “il bianconero” da sempre attento a questi dati statistici che come scrive il sito juventino “in molti avrebbero voluto evitare, ma che ritorna prepotentemente in auge soprattutto alla luce degli ultimi scontri tra tifoserie”.

E contrariamente a quanto la maggior parte dell’opinione pubblica vuole dare ad intendere al primo posto troviamo la tifoseria del Napoli.

La bellezza 81.500 euro di multe accumulate dalla squadra di De Laurentiis.

Non sarà certo orgoglioso il patron partenopeo: “il primato diventa indiscutibile e indiscusso” certifica a ragione il sito juventino.

Il secondo gradino di questo indecente podio è detenuto dalla Roma con 60mila euro.

Giustamente il sito “il Bianconero” scrive che “Discriminazioni a parte (che compongono un discorso completamente diverso), dalle parti del San Paolo dovranno iniziare a fare i conti anche con queste cifre qui“.

Seguono Atalanta terza a 16mila, Inter quarta con circa 15 mila euro di multe pagate.

La Juve si attesta al quinto posto con un totale di euro 10mila pagati alla Federazione a causa delle scelleratezze dei propri tifosi.

Ci auguriamo di vedere questa classifica dissolversi al più presto. Sono multe che danno una cattiva immagine al calcio italiano, ai tifosi oltre che all’Italia intesa come attrazione culturale.

Già il presidente della FIGC Gabriele Gravina nei mesi scorsi aveva tuonato con queste parole:

“Il ripetersi di cori con evidente riferimento alla discriminazione territoriale negli stadi italiani è un comportamento incivile che va condannato e contrastato con determinazione”.

“Bisogna intensificare i programmi educativi che coinvolgono i tifosi e applicare rigorosamente le norme previste dal nostro ordinamento”, aggiunge Gravina.