Da Ancelotti a Gattuso fino al sindaco De Magistris un coro all’unisono: contro il razzismo sospendiamo le partite

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I cori razzisti non sono giustificabili, mai e in nessun luogo.

Sono innumerevoli le prese di posizione contro il razzismo dopo gli insulti all’indirizzo di Kalidou Koulibaly durante la partita Inter-Napoli .

Sono intervenuti, tra gli altri, Renato Gattuso, Cristiano Ronaldo, Matuidi e anche il presidente dell’Inter Zhang.

Non sono mancate le prese di posizione del mondo politico, a partire dal Sindaco di Napoli De Magistris fino al sottosegretario Giorgetti.

Zhang presidente dell’Inter; “Razzisti fuori dalla nostra storia. no al razzismo“.
Cristiano Ronaldo: “No al razzismo, a qualunque offesa e discriminazioni“.

De Magistris: «Cori a Koulibaly? La partita andava interrotta». È questa l’opinione più diffusa sopratutto nel mondo del calcio.

Carlo Ancelotti, parlando dell’accaduto al termine della partita, è stato chiaro: “È stata chiesto alla procura federale tre volte la sospensione della partita per cori razzisti. Sono stati fatti degli annunci ma la partita è andata avanti”,

Ciò non giustifica la sconfitta del Napoli ma deve, ancora una volta, far riflettere su quanto accade negli stadi del nostro campionato“, ha continuato.

Fermarsi un attimo può sensibilizzare più di tante parole gettate al vento e più dei tanti buoni propositi, che restano tali senza un positivo sviluppo”. concludeva Ancelotti.

Dello stesso avviso Gattuso: “Non penso che l’Italia sia un Paese razzista, perché ci sono tantissimi immigrati. Ma e’ giusto che una partita di calcio si sospenda“.

Non siamo l’unica nazione in cui succedono questi episodi. In Inghilterra c’è grande civiltà sportiva. Ma penso che sia arrivato il momento che il calcio si fermi e che le partite si interrompano. Tante volte sono quattro imbecilli che cominciano a fare questi versi”, ha concluso l’allenatore del Milan.

Un po’ più sfumata la posizione sull’opportunità di interrompere le partite, espressa in una nota dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti: “È inaccettabile: i morti, le aggressioni, il razzismo dovrebbero indurre la federazione alla chiusura al pubblico dei medesimi stadi più che sospendere le partite con conseguenti problemi di evacuazione e ordine pubblico, per altro di difficile e delicata valutazione”, ha affermato il sottosegretario.

Giorgetti richiama il mondo del calcio ad assumersi le sue responsabilità: “Serve un segnale chiaro anche da parte del mondo sportivo: oltre a punizioni esemplari è necessaria un’inversione di rotta“.

Gli oneri a carico delle società, gravino in modo differenziato per le società che collaborano a estirpare il fenomeno”, ha continuato nella nota.

Le partite a rischio, indipendentemente dalle esigenze TV, dovrebbero essere giocate a mezzogiorno e non alla sera, come avviene in Gran Bretagna“, ha sostenuto il sottosegretario nella nota.

Infine un richiamo all’etica (che però dovrebbe valere per tutti e non solo per il mondo calcistico): “E più in generale tutti gli attori del mondo calcistico, che rappresentano un modello per i giovani sportivi, dovrebbero valutare più meditati e consapevoli atteggiamenti“.

Aspettiamo a vedere quello che la politica e il mondo del calcio faranno concretamente.