Calcio prepotente: durissimo monito di Matteo Salvini sui fatti di Milano

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“Adesso basta”.

Sono queste le prime parole di Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio.

parole ferme a commento di quanto accaduto ieri sera a Milano con i cori nei confronti Koulibaly e gli incidenti fuori dallo stadio che ha portato alla drammatica conseguenza della scomparsa del tifoso Daniele Belardinelli.

Poche ore fa è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha twittato:

Non si può morire per una partita di calcio. A inizio anno convocherò al Viminale i responsabili di tifoserie e società di serie A e B, affinché gli stadi e i dintorni tornino a essere un luogo di divertimento e non di violenza”.

Tornando alle parole del Presidente della Federcalcio Gravina, ecco quanto dichiarato dallo stesso:
“quanto accaduto negli ultimi giorni non è più tollerabile. Qui serve qualcosa di molto radicale”.

Gabriele Gravina, interviene dopo Inter-Napoli, commentando la proposta clamorosa di sospendere il campionato?
“Sabato si gioca, il campionato non si ferma. Ma la linea deve essere molto dura, sono in attesa di capire le decisioni del Giudice sportivo, ma bene ha detto il questore Cardona sui provvedimenti che proporrà”, ha detto Gravina.

“Io mi devo preoccupare della parte sportiva, quello che emerge ieri da questo punto di vista sono i cori incivili nei confronti di Koulibaly” ha commentato il Presidente.

“La norma in merito è chiara, l’arbitro non può in questo momento interrompere la gara. Un approfondimento con il ministero dell’interno può aiutare a focalizzare meglio questa norma, ma al momento l’unico soggetto che può interrompere è il responsabile della sicurezza dell’ordine pubblico”, ha commentato ancora il n. 1 della Federcalcio che poi puntualizza:

“L’arbitro di ieri ha applicato le regole del gioco, non ha fatto nulla di sbagliato”.

Ora si attendono le mosse del Viminale soprattutto dopo le parole di Matteo Salvini, che dall’inizio della legislatura si dimostrato molto sensibile a questi episodi dichiarando più volte tolleranza zero nei confronti di questi episodi.

Fonte: Gazzetta dello Sport