Il 22 dicembre 2003 Rivera vince il Pallone d’oro

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Oggi è il secondo Pallone d’oro che ricordiamo.

Dopo Pavel Nedved non potevamo dimenticare  Gianni Rivera.

Gianni Rivera è stato di fatto il primo italiano a vincere il Pallone d’oro.

Omar Sivori, che vinse l’edizione del 1961, giocava nella Juventus ma era Argentino puro.

I primi quattro della classifica finale dell’edizione del Pallone d’oro del 1961 era composta da legende del calcio mondiale:
Gianni Rivera (Milan) vincitore con 83 punti, davanti a Gigi Riva (Cagliari) con 79, a Gerd Müller (Bayern) 38 e  a Johan Cruijff (Ajax) 30 punti.

Gigi Riva, il miglior marcatore della nazionale italiana con 35 gol, campione d’uropa nel 1968, vice campione del mondo nel 1970 e vincitore dello scudetto nel 1969-70 col cagliari, arrivo secondo ad appena 4 punti da Gianni Rivera.

Rivera aveva ventisei anni quando fu riconosciuto miglior calciatore dell’anno. Fu il primo italiano a sollevare il trofeo ( se escludiamo l’oriundo Omar Sivori nel 1961).

Nel 1969, il rossonero, raggiunse l’apice della sua carriera, dopo aver disputato (…e vinto) una Coppa dei Campioni da assoluto protagonista.

Trascinò il Diavolo alla vittoria finale, dando il suo contributo anche nell’epico match contro l’Ajax di Johan Cruijff del Santiago Bernabeu.

In ottobre, quel Milan invincibile, vinse anche l’Intercontinentale. In quell’occasione, Rivera segnò nella finale di ritorno contro l’Estudiantes.

Il 1969 non fu la sua miglior stagione in fase realizzativa, ma sicuramente quella della consacrazione definitiva come calciatore completo e pedina insostituibile dei rossoneri.

Rivera era un trequartista e un giocatore di fantasia cui spettava il compito chiave di mettere in azione i suoi compagni in attacco.

Non a caso Michel Platini lo ha definito «uno dei più grandi assistmen della storia».

Aveva il tocco leggero e preciso, grande visione di gioco ed un’intelligenza fuori dal comune. L’unico difetto era di non correre tanto.

Pavel Nedved e Gianni Rivera, oltre che dal pallone d’oro vinto da entrambi il 22 dicembre, sono accomunati dal loro attaccamento alla maglia, che gli ha consentito di occupare un ruolo dirigenziale di rilievo – la vicepresidenza di Juventus e Milan– dopo il ritiro dall’attività sportiva.