Balotelli: è addio Nizza. Vieira: “un fallimento”

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Mario Balotelli sta vivendo il momento più basso della sua carriera.

L’attaccante del Nizza ha terminato in anticipo il 2018.

Patrick Vieira, che voleva recuperare SuperMario ma sembra essersi ormai arreso.
“Non sarà convocato per le due sfide di fine 2018 con Guingamp e Strasburgo” ha detto il tecnico.
Ma c’è di più.
E’ stato un fallimento”, sentenzia Patrick Vieira, tecnico della formazione rossonera, in un’intervista a “Nice Matin”. Tra i due, si sa, non è mai sbocciato l’amore tanto che nelle ultime settimane sarebbero anche venuti alle mani, separati poi dallo staff.

“Bisogna trovare una soluzione – ammette rassegnato Vieira -, in settimana il presidente e il direttore generale parleranno col suo agente”.
Prosegue il mister rossonero: “Non so ancora se sia finita del tutto o se resterà con noi fino alla fine del suo contratto, ma la situazione è complicata per tutti noi”.

“Anche se il 98% dei suoi compagni gli vuole bene,- prosegue Viera – la collaborazione tra di noi può essere definita un fallimento, perché pensavamo di farcela”.

“Fin dall’inizio – racconta il tecnico – è stato difficile gestirlo, tra voci di mercato e ritardi di forma. Poi la situazione è decisamente peggiorata”.
Vieira racconta ancora, “C’era la voglia di fare bene, ma poi ci siamo resi conto che non sarebbe stato semplice. Vedremo così deciderà la società” ha concluso l’ex calciatore di Juventus e Inter.

È probabile per Balotelli un addio a gennaio con destinazione sempre francese, al Marsiglia.

“Il suo cartellino -come riporta il sito Repubblica – al momento vale dai 1,5 milioni ai 3 milioni, briciole per un mercato sempre più al rialzo. In Italia tutto tace, si era parlato di Napoli, Roma e Fiorentina, ma nessuna squadra sembra interessata a un giocatore che rischia di diventare una mina vagante nello spogliatoio e che, visti i precedenti, non riscuote grande successo tra gli allenatori”.

Non sono da escludere neanche eventuali destinazioni italiane, soprattutto quando c’è di mezzo un manager come Mino Raiola.

Fonte: Repubblica