Ronaldo, il Real e la paura di non essere più grandissimi.

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Il Real Madrid, forse non più grandissimo, si fa forza con le parole di Santiago Solari.

Cristiano Ronaldo nell’intervista dell’altro ieri aveva messo a confronto lo spogliatoio del real e della Juve.

Aveva palesato la propria empatia con lo spogliatoio bianconero, senza peraltro esprimere un giudizio negativo su quello madrileno.

L’umiltà del gruppo juventino: “Qui tutti i giocatori e le persone che lavorano per il club sono molto umili, lavorano tanto“.

La tranquillità dell’ambiente: “C’è tranquillità: se per esempio Dybala o Mandzukic non segnano li vedi comunque sorridere. C’è davvero tanta umiltà”.

Infine il confronto con il Real: “Beh, diciamo che qui siamo più una famiglia“.

Solari trova il modo di rispondere a Ronaldo durante la conferenza stampa alla  vigilia della sfida Champions contro il Cska Mosca.

Il Real rimane grande a prescindere, però dalle parole di Solari si percepisce che oggi si sente un po orfano di Ronaldo, e forse ha paura di non essere più grandissimo.

Solari replica così a CR7: “L’umiltà è la virtù dei grandi e lo spogliatoi e la storia del Real Madrid sono grandi e umili. Cristiano rappresenta la storia vivente del Real Madrid ma il suo parere e i suoi sentimenti restano i suoi”

Si capisce anche da queste parole che le Merengues non stanno attraversando un momento topico. Ma c’è una partita di Champions da giocare e, per il Real, con o senza Ronaldo, l’imperativo è sempre vincere.

Per Solari è un imperativo doppio, all’orizzonte c’è un Josè Mourinho pronto a volare verso il Stadio Santiago Bernabéu.

Per l’allenatore delle Merengues c’è una sola strada: “Liga o Champions League? Anche la Copa del Rey e il Mondiale per Club. Dobbiamo aspirare a vincere tutto“,

E conclude: “Questa è la nostra storia e il nostro obiettivo. Dobbiamo tenere viva la possibilità di trionfare in tutte le competizioni. Dobbiamo dare il massimo in ogni partita. Sarà difficile avere lo stesso livello di energia ma ci proveremo”.