In attesa della sfida ad Anfield ecco le provocazioni di Klopp

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Ancelotti parla della sfida di domani sera col Liverpool all’Anfield: “Si va a Liverpool, per cercare di giocare la nostra migliore gara possibile e per mettere in mostra le nostre qualità migliori che non solo quelle difensive“.

Il Napoli guida il girone con nove punti, uno in più del PSG e tre in più dei Reds, che per passare devono vincere con almeno due gol di scarto.

Ancelotti si avvicina alla partita con la solita determinazione tranquilla:”Abbiamo creato una grande torta, ora dobbiamo metterci la ciliegia con il Liverpool

Dall’altra sponda trova un Klopp altrettanto determinato e forse meno tranquillo.

Il Liverpool farà affidamento sul fattore Anfield, forse lo stadio più suggestivo del mondo, spesso realmente il dodicesimo giocatore in campo.

Il mister dei Reds pensa bene di caricare l’ambiente: “Penso che se non dovesse accadere qualcosa di straordinario, tipo una decisione arbitrale strana, dovremmo farcela e domani sera saremo agli ottavi“.

Klopp, continua: “Siamo responsabili di essere in questa situazione perché abbiamo perso a Napoli, ma soprattutto abbiamo fatto male con la Stella Rossa, ma siamo responsabili pure di essere in Champions“.

Proclama calma e invoca i tifosi: “Occorrono calma e una prestazione da Liverpool. Dobbiamo giocare sul fattore Anfield: abbiamo una possibilità e c’è da giocarsela bene”.

Poi fa una carezza ai partenopei: “Il Napoli è una squadra di livello. Lo scorso anno con Sarri era già forte, ora è guidata da un allenatore di enorme esperienza come Ancelotti“.

Poi continua provocando: “Il Napoli è pur sempre una squadra italiana, abile nel possesso palla, ma soprattutto a difendersi e nelle ripartenze”.

E infine non poteva mancare la chiamata in causa, e la provocazione diretta, del presidente De Laurentiis.

Con l’ammissione implicita da parte del tedesco di essere stato contattato dal presidente del Napoli: “De Laurentiis è una persona che quando deve parlare, parla e svela cose che mi sembrava di non aver detto a nessuno… Amo l’Italia, ma non conosco la lingua…”.