Salvini, “con Gattuso tutto ok”. Ma poi tira una pallonata a Renzi

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Rino Gattuso e Matteo Salvini hanno fatto pace.

Ricordate le frasi dette nel post partita di Lazio – Milan?

“Fossi stato in Gattuso avrei fatto qualche cambio” disse Matteo Salvini a fine gara dopo il pareggio dei rossoneri contro la Lazio.

Parole che non furono prese bene da Ringhio Gattuso:
“Con tutti i problemi che ci sono, Salvini si lamenta perché non ho fatto cambi. Se ha tempo di pensare al calcio, siamo messi male. Si occupi di politica”, commentò in conferenza Gattuso.

Oggi il Fatto quotidiano ha pubblicato la video puntata di “Accordi&Disaccordi” andata in onda su Nove nella quale si ascoltano ulteriori parole di elogio da parte del Vicepremier nei confronti dell’allenatore del Milan.

Ecco uno stralcio delle dicchirazioni del ministro dell’Interno, ad Andrea Scanzi e Luca Sommi (co-conduttori del programma):

Ci siamo messaggiati – dice Salvini – perché Rino è un cuore rossonero e ci mette l’anima”.

Prosegue poi Salvini, “Però ero a Roma perché avevo una riunione politica sulla manovra economica, vado a vere Lazio – Milan, una partita difficile, campo pesante, sofferenza incredibile, difesa a tre con Zapata, Abate, Rodriguez” spiega il politico.

Salvini poi precisa, “Passiamo in vantaggio, siamo al 93esimo minuto, la squadra è stanca, quello della Lazio ha fatto tre cambi, quando prendi goal al 94esimo, da tifoso, non da ministro, dico: ‘Cavolo, se magari avesse messo uno o due freschi dentro…’, detto questo, mi taccio, chiedo scusa, lui fa l’allenatore, io faccio il ministro”.

A questo punto Scanzi, noto tifoso del mondo del pallone cerca di cogliere in contropiede Salvini con un affermazione simpatica e velenosa allo stesso tempo.

“Però Renzi ha detto che lei è arrogante perché pretende di insegnare il calcio a Gattuso”, commenta Andrea Scanzi.

Senza possibilità di replica arriva la risposta del Ministro dell’interno che spazza via la palla e passa all’attaco: “Lezioni di umiltà da Renzi non ne prendo onestamente” conclude Salvini.

Fonte: il Fatto quotidiano