Paulo Sousa a tutto campo: Il calcio italiano, la sere A e …”Ronaldo è il migliore del mondo”.

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Paulo Sousa in una lunga intervista a Gazzetta parla del calcio italiano, della Juve e ovviamente di Cristiano Ronaldo.

L’allenatore lusitano  è un grande conoscitore ed estimatore del calcio italiano, ha allenato la Fiorentina è ha giocato nella Juventus.

Dal 1994 al 1996 giocò nella Juventus allenata da Marcello Lippi, formando con Didier Deschamps una grandissima Coppia di centrocampo.

Quella Juventus vinse lo scudetto, la Coppa Italia e arrivò in finale di Coppa UEFA, che poi perse, contro i rivali del Parma di Gianfranco Zola.

Paulo Sousa inizia parlando dell’evoluzione del calcio italiano: “Il calcio italiano si sta sforzando di migliorare, di proporre un gioco più offensivo, e questa partita può essere un segnale del cambiamento di approccio“.

Sottolinea il suo apprezzamento per il nostro calcio: “A me piace il pragmatismo italiano del cercare anzitutto il risultato attraverso la ricchezza tattica, ma vent’anni fa tutti volevano giocare in A per la bellezza del suo calcio“.

Definisce il suo concetto di bellezza nel calcio:”E per me bellezza è difendersi bene, ma prima ancora esporsi per attaccare.

Parla del campionato in corso: “Anti-Juve, a fine agosto? Non una solaIl Napoli, la Roma, anche il Milan e sicuramente l’Inter: ha un leader esigente come Spalletti e la Champions le ha permesso investimenti per far crescere la rosa dal punto di vista fisico, tecnico, di esperienza e mentalità vincente“.

Paulo Sousa non può fare a meno di esprimersi sulla Juve:”Credo che la Juve non abbia mai avuto una rosa così forte per numero, qualità e diversità dei giocatori: può cambiare sistema di gioco come e quando vuole; Allegri ha una grande capacità, tiene sempre acceso il fuoco in tutti i suoi; il club crea l’equilibrio che fa andare tutti nella stessa direzione“.

Infine  parla di Cristiano Ronaldo: “Ronaldo per me il migliore del mondo: soprattutto per come è riuscito a mantenere sempre la stessa continuità nel fare quello che gli era e gli è necessario fare per vincere. Un po’ come la Juve, insomma”.

Sottolinea la più grande qualità di CR7 ricordando il Ronaldo giovane: “Quando io allenavo il Portogallo Under 16 Cristiano era nell’Under 19: da ragazzino era già così, ha sempre saputo ri-conoscere la strada verso il suo miglioramento“.

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