Sacchi a tutto campo su Salvini, Gattuso, Ibrahimovic e Ronaldo

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Sacchi ospite della trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora”.

Si inizia palando di Gattuso e Salvini in relazione alla partita Lazio- Milan, e si capisce che ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Chiede la Cucciari: “Ma secondo lei Ha fatto bene Salvini a criticare Gattuso per non aver fatto i cambi durante la partita Lazio Milan?” E Sacchi risponde: “No, non ha fatto bene, però “errare humanum est”.

Quindi interviene Lauro che chiede: “E ha fatto bene Gattuso a dire che Salvini deve occuparsi del paese e non di calcio?”.

Sacchi risponde: “Ma sai, bisogna essere sempre educati in tutto, però a volte si esagera, è un paese a cui piace esagerare”.

Quindi Lauro e Geppi Cucciari sono passati a stuzzicarlo su Berlusconi e qui la voce di Sacchi finalmente si libera e vola sicura e senza tentennamenti.

Poi si passa a parlare di argomenti più frivoli..
Lauro chiede: “Che giocatore le fa venire in mente Giuseppe Conte”: Sacchi: “Un regista tipo Albertini”. E Salvini?Un centravanti di sfondamento tipo Nordahl”.

Poi si torna a parlare di Gattuso.

Sacchi: “Gattuso è una persona straordinaria, perché è una persona generosa e anche intelligente che sarebbero le due prerogative importanti per formare delle squadre.”

Da Gattuso a Ibrahimovic il passo è breve.

Gli chiedono: “Secondo le il Milan fa bene a riprenderlo?”.
Sacchi qui risponde senza tentennamenti: Ibrahimovic è un grande solista, uno dei più grandi, secondo me il più grande in assoluto, che non è riuscito a eguagliare altri giocatori come Cristiano Ronaldo o Messi, perché il calcio è un gioco di squadra.”

Si capisce che Sacchi è felice di spiegare il suo credo. Gli chiedono ancora: “Lei lo avrebbe voluto nelle sue squadra ”.

Sacchi non ha dubbi: Di solito noanche se è un buon professionista, sono quelle persone che si sentono importanti e gli sembra di essere legati da qualche cosa, invece il calcio, gli sport di squadra, hanno un vantaggio che è la sinergia, ma la sinergia ci può essere se c’è una condivisione di idee e di movimenti.”

Infine Lauro gli chiede: “Sintetizzando se lei fosse al Milan lo prenderebbe? E Sacchi risponde netto: “NO”.

Poi continua: “In generale ho sempre pensato che il calcio fosse una filosofia non uno sport e quindi che in questa filosofia il posto più importante era di quelle persone che attraverso l’intelligenza riuscivano a vincere il confronto col proprio egocentrismo e che il protagonismo eccessivo, l’individualismo e l’avidità, fossero tra i nemici per realizzare questa filosofia.”

Il passo da Ibrahimovic a Ronaldo e altrettanto breve.
Geppi Cucciari domanda: “E Ronaldo nonostante sia un grande solista secondo lei gioca con la squadra veramente?”

Sacchi non ha dubbi: “No Ronaldo non è un solista, Ronaldo non ha avuto un grande talento, lui è stato bravissimo, in un intervista ha detto, gli chiedevano perché avesse un rendimento cosi alto anche a 33 -34 anni, “perché mi alimento bene, riposo bene e soprattutto alleno la mia intelligenza”.

Sacchi continua e chiude il cerchio: “Il calcio nasce dalla mente come tutte le cose, però la mente ha bisogno di una disponibilità ed una volontà prima, altrimenti succede che l’egocentrismo vince sull’intelligenza.”