Mondiale 2022: altra bufera sul Qatar

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Ai Mondiali di Qatar 2022 non ne va bene una: dopo le accuse relative alle candidature avversarie sabotate, come riportato dal Sunday Times, adesso arriva l’altolà di Amnesty International.

L’organizzazione non governativa che dal 1961 si batte per la difesa dei diritti umanitari denuncia che molti lavoratori che hanno contribuito alla realizzazione degli impianti di calcio in Qatar non sono stati pagati, arrivando addirittura a retribuzioni arretrate e non corrisposte che sfiorano le dodici mensilità.

Queste persone, spesso provenienti da Nepal, India o Filippine, devono ancora ricevere dai 1.340 ai 2.470 dollari arretrati dalla società metalmeccanica Mercury MENA.

L’indagine è nata dopo che Amnesty ha intervistato un’ottantina di lavoratori della compagnia, ipotizzando addirittura che possa trattarsi di qualche centinaia le persone nella medesima situazione.

Amnesty International arriva ad ipotizzare che tali lavoratori non potrebbero neppure lasciare il Qatar per tornare dalle loro famiglie, perché le leggi del paese asiatico impongono che i lavoratori debbano ottenere un permesso di uscita sottoscritto dal datore prima di partire.

Dal Ministero del Lavoro qatariota è partita subito una comunicazione ufficiale in risposta alle accuse, dove lo stesso ministero precisa di aver già messo in atto alcuni procedimenti giudiziari contro Mercury MENA, nonché della condanna di simili abusi sui lavoratori.

Fonte: Gazzetta dello sport